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L’inferno di cristallo

 

Si chiamano nozze di cristallo i venti anni di matrimonio (passati con lo stesso coniuge). Il popolo italiano rimasto oggi con nulla da e per festeggiare, fu proprio nella lucentezza e trasparenza del cristallo che ripose la sua fiducia vent’anni fa. Poteva mai essere trasparente un tizio portatore della peggior conflittualità d’interessi con il popolo sovrano? E, quanto a lucentezza, si poteva chiamare tale la sua ombra riflessa dal fuoco da lui stesso attizzato in una caverna sconosciuta? Il popolo, tuttavia (ignorante o smemorato di Platone, ma pur della nostra Costituzione), stabilì che il tizio imprenditore miliardario, senza mai chiedersi come lo fosse diventato, costituiva epocale  “novità” e perciò in lui ripose il miracolo italiano. In questo passato ventennio si rivelò, a livello planetario, il più indagato, processato e condannato capo di governo di tutti gli Stati democratici, legato da profonda amicizia con i peggiori dittatori che governano o governavano le contemporanee dittature.

L’abbiamo cacciato dal senato e siamo in attesa che venga interdetto e messo sotto chiave. L’uomo ha però individuato un altro extraparlamentare che pur non appartenendo alla sua orchestra in lui ha trovato profonda sintonia. Ed è questa la sua seconda epocale “novità”. E, esattamente come la prima, sta eccitando di nuovo gli italiani. Nel giro di pochi giorni dagli accordi ha già ufficializzato che lui è il solo compositore di testi, musica, sinfonia. Saltando a pie’ pari le nozze d’argento e d’oro, noi popolo fragilissimo, l’abbiamo elevato a punta di diamante.

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