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Fassina, o l’apparato che vive per sè

 

I patetici anatemi dei “bersaniani” indicano la strada dell’apparato: usare i nostri incubi per restare in sella.

Gira che ti rigira il punto è sempre quello: per l’apparato della vecchia “sinistra” se non ci fosse Silvio bisognerebbe inventarlo. Si è incaricato di farcelo capire, non ci fossimo ancora arrivati, l’onorevole Fassina, l’uomo che poteva governare con Berlusconi ma non stare al governo con Renzi.

Questa idea che con Berlusconi si può governare ma non si possono scrivere le nuove regole per non governarci più insieme, usa ovviamente il mal di pancia di chi a sinistra con Berlusconi non ci vorrebbe nè governare nè riscrivere le regole. Il risultato è che “loro” ci possono governare, ma Renzi non ci può riscrivere le regole.

Che cosa significa questo? Significa che l’apparato vuole che non sia la realtà a guidare la nostra analisi degli avvenimenti politici, ma i nostri incubi. L’incubo che torni Silvio deve far dimenticare agli elettori de Pd la realtà della sua presenza, garantita anche da vent’anni di insipienza e tresche del Pd; l’incubo che il Pd imbocchi derive padronali ci deve far dimenticare che già lo ha fatto, con l’apparato che si è impadronito e identificato con la sinistra, convincendo gli elettori che i loro interessi fossero GLI interessi della sinistra.

Tutti gli incubi sono già realtà, ma il gruppo dirigente del vecchio PD, che li ha resi reali, vuole continuare a far credere alla sua base che siano incubi, per seguitare a essere apparato “di lotta e di goveno”, nell’eternizzazione di sè e della sua prepotente insipienza, il vero incubo che non si deve vedere.
L’unico vero problema di questa “intesa” è che, prefigurando la Terza Repubblica invece che la sola nuova legge elettorale, non consente elezioni subito. E questo forse è il motivo per cui passerà.

Da ilmondodiannibale.it

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