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I senzatetto di Los Angeles? Che mangino a casa loro!

 

Sintomatico dello spirito dei tempi quanto sta avvenendo a Los Angeles. Nella metropoli californiana si cerca di allontanare i puzzolenti e fastidiosi barboni dai quartieri residenziali.

Ecco i fatti.
Lo scorso 17 Settembre due consiglieri comunali del Quarto distretto – Tom La Bonge e Mitch O’Farrell, del Partito Democratico – hanno presentato una mozione contro la distribuzione di generi di conforto (soprattutto cibo e vestiario) ai barboni della zona. Non che non condividano gli intenti degli uomini di buona volontà – per carità! – solo che i poveri danno noia perché si ostinano, quando sanno che da qualche parte si può ottenere una minestra gratis, a concentrarsi fastidiosamente in quel luogo.

Ma chi sono i benefattori?
Sono 27 anni che la Greater West Hollywood Food Coalition (GWHFC) e la UCLA Mobile Clinic distribuiscono aiuti agli homeless che si radunano all’angolo tra Sycamore e Romaine street. Il loro furgone staziona lì per rendere la vita più accettabile a una centinaio di persone, ogni sera.
Il furgone della Greater West Hollywood Food Coalition

È più di un quarto di secolo, dal 1987, che questi straccioni disturbano i residenti… Era ora di dire basta!

E infatti nel documento firmato da La Bonge e O’Farrell si legge che: “A causa del grande numero di persone bisognose che cercano di sfamarsi, queste attività spesso si riversano sul marciapiede e per la strada, creando numerosi problemi di sicurezza e di salute pubblica. Inoltre, la concentrazione di persone, la mancanza di facilitazioni per l’accesso (ai luoghi di distribuzione: i poveri certe volte tendono ad avere anche problemi di salute e di deambulazione,mannaggia!, ndr) ci portano a chiedere agli uffici preposti di risolvere questa situazione”.

Ma come mai ci sono così tanti homeless in giro?
La società americana è molto severa con chi “non ce la fa”. E la crisi degli ultimi anni ha aggravato situazioni già veramente drammatiche. Pur diminuendo in quantità assoluta (dai 671.000 del 2007 ai 610.000 del 2013), tra gli homeless sono aumentati quelli che non godono di alcuna protezione sociale (+10.000 unità dal 2007 al 2013). Le cause del peggioramento delle condizioni dei più poveri sono tante, ma prima fra tutte è il taglio alla spesa pubblica federale. Il già magro budget del “Women, Infants and Children (WIC) program“: ridotto quest’anno del 9,3% a 7 miliardi di dollari annui, esclude decine di migliaia di persone da forme di assistenza di base. Poi i tagli severissimi al “Supplemental Nutrition Assistance Program (SNAP, i “buoni pasto”) e allo “Head Start“, programma federale di assistenza scolastica e prescolastica alle famiglie più povere.

La California, dove vivono 38 milioni di persone – delle quali fa parte una bella porzione dei miliardari mondiali – ospita il 22% di tutti i senza casa americani. Secondo il “Department of Housing and Urban Development’s 2013 Annual Homeless Assessment Report”, si tratta di 136.826 persone (su oltre 610mila in totale). Dal 2007 il loro numero è cresciuto del 4,5%. Nella sola Los Angeles sono aumentati del 27% nel 2013, e il 76% di loro non gode di alcuna forma di protezione sociale.

La “gente per bene” spesso fa così: non nega il buono in ciò che la infastidisce.
Solo che non vorrebbero assistere tutte le sere a scene riprovevoli: gli affamati che vengono sfamati, per esempio.
Maria Antonietta – secondo la leggenda – suggeriva al popolo senza pane di mangiare brioches, i due consiglieri democratici di Los Angeles, Tom La Bonge e Mitch O’Farrell, vorrebbero soltanto che i barboni venissero sfamati in un altro posto. Un bel progresso, no?

Da scenarinews.com

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