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Famiglia e sesso, il papa dà la parola al popolo

 

Bergoglio apre una consultazione senza precedenti nella Chiesa sui temi ‘eticamente sensibili’, dalle unioni gay alla contraccezione, in discussione anche l’Humanae vitae

Di Francesco Peloso Secolo XIX del 6 novembre

Un questionario con 38 domande su famiglia, sessualità, coppie di fatto, adesione dei fedeli agli insegnamenti della chiesa, unioni gay, contraccezione, natalità, rispetto della legge naturale relativa all’unione fra uomo e donna e quant’altro. E’ questo lo strumento con il quale la Chiesa vuole aprire un dibattito senza precedenti sui temi che, ormai da diversi decenni, rappresentano il punto dolente nella recezione della dottrina da parte dei fedeli in tutto il mondo, ovvero quelli relativi ai comportamenti sessuali, alla concezione del matrimonio, al diffondersi delle unioni senza vincolo matrimoniale.

Quali ostacoli incontra l’applicazione del magistero ecclesiale? Come si regolano i fedeli? Che strade è possibile seguire per accogliere comunque coppie gay o non sposate? In che modo si trasmette l’educazione cattolica ai figli adottati di coppie dello stesso sesso? Questi alcuni degli interrogativi di fondo proposti, la Chiesa riapre poi la discussione sull’Humanae vitae, la celebre enciclica di Paolo VI che riaffermava i principi della dottrina in materia riproduttiva e matrimoniale.

L’iniziativa nasce con il placet papale: Francesco ha infatti preso parte alle riunioni della Segreteria del Sinodo nelle quali il progetto è stato discusso, poi è scattata l’operazione diffusione del questionario a tutte le conferenze episcopali del mondo. In teoria si tratterebbe di raccogliere, sui diversi quesiti, il parere dei preti sparsi ai quattro angoli del globo che dovrebbero fare da collettori di sentimenti, domande, critiche e richieste delle comunità di fedeli. A fare da tramite in questa operazione in primo luogo le presidenze delle conferenze episcopali ma, ha spiegato ieri il Segretario del Sinodo, monsignor Lorenzo Baldisseri, una lettera con il documento preparatorio del sinodo e il relativo questionario verrà “inviata a tutti i vescovi del mondo” per accelerare le cose e per superare eventuali lentezze e frenate di qualche vertice di chiesa locale.

Del resto ci sono poche settimane a disposizione: il tutto dovrà essere concluso per la fine di gennaio, non molto tempo per una consultazione tanto vasta. Ma la cosa che ha destato scalpore è stata la scelta compiuta dalla Santa Sede di pubblicare sui siti web del Vaticano tutte le domande, un modo per dare il via in grande all’iniziativa. Baldisseri ha sottolineato in proposito che “i fedeli potranno scrivere direttamente alla Segreteria del Sinodo in Vaticano” se lo desiderano. Insomma Bergoglio vuole comunque parlare direttamente con il popolo di Dio anche perché fino ad ora le conferenze episcopali hanno avuto reazioni diverse di fronte al questionario; i vescovi inglesi l’hanno messo sul web e lo discuteranno nelle diocesi, la Cei per ora è parsa incapace di reagire.

Eppure Segretario speciale del sinodo straordinario è monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti e teologo stimato. Lo stesso Forte ha spiegato ieri che se i fedeli, in qualche caso, rispondessero in maggioranza in modo difforme da quanto insegnato dalla Chiesa, questo non è un dramma, l’ascolto è comunque necessario, poi ogni decisione viene presa dal papa. Insomma il questionario è la chiave per far rientrare il mondo dentro la Chiesa; la segreteria del sinodo, da parte sua, vaglierà le risposte e sulla base del materiale che arriverà metterà a punto l’ ‘istrumentum laboris’, ovvero il documento base per la discussione fra i vescovi, e anche questa è una piccola rivoluzione d metodo.

Non solo: il sinodo straordinario dell’ottobre 2014 è solo la prima tappa di un percorso; la Chiesa universale nell’occasione farà il punto sullo stato delle cose, poi si aprirà una nuova fase che, rapidamente, porterà a un secondo sinodo il cui compito sarà quello di “cercare linee operative per la pastorale della persona umana e della famiglia”. Questa seconda assise avrà poteri particolari? Questo ancora non è stato deciso, anche se la collegialità – ha detto Baldisseri – è la strada che il papa intende seguire; ma di certo i due sinodi in fila fanno pensare a un ‘quasi-concilio’ sui temi sempre combattuti di famiglia e sessualità.

da ilmondodiannibale.it

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