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Uno scandalo grottesco

 

Chiunque viva in Italia e non disponga di grandi ricchezze, o di stipendi e pensioni paragonabili ai pochissimi,politici o imprenditori(dei quali  è nota la fortuna antica o recente) non può non indignarsi di fronte alla notizia, balzata su alcuni tra i maggiori quotidiani del paese, per lo sconto di ventuno milioni di euro che funzionari dell’agenzia pubblica Equitalia hanno praticato  sulle cartelle esattoriali di imprenditori segnalati non si sa bene da chi nei mesi scorsi.Manomettendo anche i dati contenuti nell’archivio informativo dell’INPS.

Gli importi non versati,per essere più precisi,oscillano tra i centomila e gli undici milioni di euro,una somma enorme di cui è ideatore,a quanto pare,Roberto Damassa,dirigente di Equitalia oggi in pensione(trasferito ormai in Brasile) che per ogni pratica elargiva a sua volta (avendo intascato,come è probabile,una tangente gigantesca non si sa da chi) mille euro a ciascuno dei  funzionari e agli impiegati incaricati di seguire le pratica manipolativa dei dati reali.

Il primo passo per compiere la truffa era quello di “approvare la rateizzazione in modo da consentire alle società di perdere la qualifica di “soggetto inadempiente”.Non solo-riferisce un articolo molto preciso dei due più diffusi quotidiani-in alcuni casi Damassa “pianificava e realizzava, con l’ausilio di terze persone, una manovra finalizzata alla manomissione dei dati informativi contenuti negli archivi dell’INPS con il duplice scopo di consentire alla società,da un lato l’accesso al beneficio della rateizzazione dei debiti contributivi, dall’altro la visibilità dei relativi versamenti anche in assenza di un effettivo esborso da parte della azienda debitrice.”

L’elenco delle aziende beneficiarie  include l’Ipogeo Srl,Geress Srl,I cantieri del Sud Srl,L’installazione Impianti Sas di Fasolato Maurizio e C.,il Centro scolastico Ettore Majorana Srl in liquidazione,La Azienda speciale ambiente Srl,il GMF Restaurant consulting Srl,La Antica Hosteria dei Corrieri pontifici,Gli Antichi Forni,L’Osteria St.Ana SAS di Luigi Quagliarini,il Technical Service Srl,il Ricstock Srl,il Gruppo Servizi ambienti metropolitani Srl.Le aziende sono sparse in ventinove sedi da Roma a Genova e sono state perseguite dalla Guardia di Finanza che ha potuto ricostruire passo dopo passo le procedure che hanno consentito a Damassa e agli altri funzionari implicati nell’affare di arrivare al risultato di cui abbiamo indicato gli effetti negativi per il pubblico erario.

Si tratta di una rete e di un meccanismo molto perfezionato e tale da sfuggire per alcuni anni ai controlli da parte degli enti implicati cioè Equitalia e INPS.I funzionari o ex dirigenti implicati oltre a Damassa sono Salvatore Fedele,già sotto inchiesta  e Francesco Pasquini,all’epoca dei fatti direttore regionale Lazio di Equitalia e oggi in Liguria con lo stesso incarico.

Le dimensioni dello scandalo e le somme maneggiate sono enormi tali da porre gli Enti in una condizione tutt’altro che piacevole e da provocare, da una parte, il comunicato di Equitalia che si pone immediatamente a disposizione degli inquirenti e, dall’altra,la reazione delle associazioni dei consumatori. Il presidente del Codacons Carlo Renzi ha annunciato subito l’intenzione di costituirsi “parte civile in rappresentanza dei contribuenti italiani nella vicenda che vede coinvolta Equitalia.”Gli illeciti contestati dalla procura di Roma-ha detto a ragione Renzi-sono gravissimi e costituiscono un un danno non solo per i contribuenti onesti,considerate le ripercussioni sul fronte delle entrate fiscali.Se da un lato,infatti,gli utenti sono spesso tartassati da Equitalia con cartelle esattoriali non sempre corrette,dall’altro si scoprono oggi favoristismi e corruzione finalizzati ad agevolare imprenditori e professionisti,mentre i contribuenti onesti fanno i salti mortali per pagare i propri debiti.”

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