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In piazza contro il conflitto di interessi

 

Il 12 ottobre Articolo 21 ci sarà. Ci sarà perché:
1- La Costituzione, ancor prima che stravolta, va applicata integralmente a cominciare dalla rigorosa tutela del principio di uguaglianza di fronte alla legge.
2- Non é neppure ipotizzabile che si possa mettere mano ad una qualsiasi riforma con chi ingiuria i giudici e marcia contro i tribunali.
3- Un condannato in via definitiva, ma ancora “proprietario” della destra, non può in alcun modo essere confuso con i “Padri della patria”.
4- La mancata risoluzione del conflitto di interesse rende impossibile anche solo ipotizzare una modifica in senso presidenzialista, altrimenti sarebbe una Repubblica presidenziale a telecomando unificato. Al posto del semipresidenzialismo avremmo una semidemocrazia.
5- La trasmissione del videomessaggio, per forme e contenuti, rappresenta in sé una gravissima ferita alla Costituzione e da sola dovrebbe costituire un motivo dirimente per porre fine ad ogni ipotesi di larghe intese, per il presente e per il futuro.
6- Il conflitto di interessi irrisolto consegna ancora oggi, ad una sola persona, un potere di ricatto incompatibile con l’ordinamento democratico e repubblicano.
7- la riduzione del numero dei parlamentari, la distinzione tra le funzioni di Camera e Senato, la stessa legge elettorale, non hanno bisogno per essere realizzate della modifica dell’articolo 138 della Costituzione.
8- Questa destra ha sempre dichiarato di essere interessata al presidenzialismo, alla modifica degli equilibri tra i poteri, alla “vendetta” contro giudici e cronisti non affidabili. Davvero qualcuno pensa di affrontare questi temi con i mazzieri del conflitto di interessi?
9- Costoro, se non saranno fermati prima, tenteranno di mettere mano anche ai diritti sociali, a cominciare dalla “utilità sociale” della proprietà privata, sino ad una compressione dei diritti sociali e, soprattutto, della loro esigibilità.
10- Per impedire che tutto questo accada, e molto altro ancora, sarà non solo giusto, ma doveroso ritrovarsi a Roma il prossimo 12 ottobre.

Noi di Articolo 21 ci saremo anche perché le donne e gli uomini che hanno promosso appello e manifestazione li abbiamo sempre incontrati ogni qual volta é stato necessario ritrovarsi per tutelare la Costituzione e per dire No alle guerre, ai bavagli, alle censure, alle manomissioni dei diritti sociali e di libertà, alla umiliazione delle differenze e delle diversità. Per una volta sarà davvero il caso che ciascuno di noi rinunci ad ogni egoismo di sigla, di parte, di partito, di associazione, per ritrovarsi attorno all’obiettivo di salvaguardare i valori Costituzionali. Per questo potremmo portare una copia della Costituzione e ritrovarsi sotto una unica immensa bandiera tricolore, quella stessa che simboleggia l’Unità nazionale ed il primato dell’interesse generale su ogni conflitto di interesse.

da “Micromega”

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