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L’Italia “morosa”, contenziosi dell’ UE

 

di Piero Innocenti

Tra le numerose (e ripetute) procedure di contenzioso avviate negli ultimi anni dalla Commissione Europea nei confronti dell’Italia, una delle ultime ( la numero 2013/0228 del 30 maggio c.a.) riguarda il mancato recepimento della direttiva comunitaria 2011/36/UE del 5 aprile 2011 sulla prevenzione e repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime. Tema che torna costantemente alla ribalta mediatica ogni volta che si parla di sbarchi di stranieri sulle nostre coste (quasi mille quelli sbarcati lungo le coste di Siracusa, alcuni giorni fa, dopo l’abbordaggio ed il sequestro di una “nave madre” che aveva trasportato oltre cento persone) e di arresti di scafisti e basisti delle varie organizzazioni criminali che li trasportano dalle coste nord africane. Tale direttiva avrebbe dovuto essere attuata nei singoli Stati membri entro il 6 aprile 2013. Ancora una volta, dunque, l’Italia fa una pessima figura di fronte all’UE. Non è, a ben vedere, una grossa novità questa ricorrente indolenza italiana e nessuno, a livello istituzionale, pare, abbia mai provato un po’ di vergogna in situazioni analoghe. E pensare che, sempre ad aprile, il 15 per la precisione, la Commissione Europea aveva presentato la prima relazione sulla tratta degli esseri umani – con dati statistici relativi al triennio 2008/2010 – disegnando un quadro sconcertante a livello europeo. Aumentate le vittime della tratta, dalle 6.309 del 2008 alle 9.528 del 2010. Nel 2012, peraltro, secondo statistiche ancora ufficiose, si registra un ulteriore incremento di circa il 15%. Le vittime, poi, in gran parte, sono donne (68%), seguite dagli uomini(17%); tra  i minori, le ragazze sono maggioranza (12%) e i ragazzi il 3%. La maggior parte delle vittime individuate negli Stati membri dell’UE è di nazionalità rumena o bulgara, mentre gli extracomunitari provengono, per lo più, dalla Nigeria e dalla Cina. Al 55% dei trafficanti africani o asiatici si somma il restante 45% di cittadini dell’Unione Europea ( in gran parte bulgari, rumeni, tedeschi, francesi). Lo sfruttamento sessuale rappresenta l’84% del totale del fenomeno. Altra nota dolente, evidenziata nel rapporto, il decremento, nel periodo esaminato, di circa il 13% sul totale delle condanne per la tratta.

Non è, dunque, accettabile che, mentre a livello di Unione Europea, si rileva un minimo di attenzione su questo odioso fenomeno di ignobili trafficanti di persone e, a migliaia, uomini, donne e bambini fuggono da paesi in guerra, in Italia la concentrazione politica e mediatica è sulla “decadenza” di B., sul cane Dudù della signorina Pascale, sullo slalom dei ricchi per non pagare le tasse, sulle annunciate “asfaltature” per eliminare rivali politici, sulla Monica Bellucci follemente innamorata del miliardario azerbajano, e l’orgoglio italiano (!) s’incentra sulla riuscita “rotazione” della Concordia. Ma quando si tornerà a vivere in un paese normale?

da liberainformazione.it

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