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Congresso Pd. Invece di un confronto di idee uno scontro di potere fra ex dc ed ex ds

 

In estrema sintesi tre fatti importanti. Il primo: Cgil, Cisl, Uil e Confindustria hanno siglato un “ patto per la crescita”, un documento congiunto rivolto al governo perché occorre un cambio di passo, una svolta. E’ la prima volta, se non andiamo errati che un “ patto” per il lavoro viene siglato da sindacati e Confindustria e presentato alla Festa dei Democratici a Genova. Secondo avvenimento: la necessità di scelte urgenti di politica economica da parte del governo trova conferma nei dati resi noti dall’Ocse per quanto riguarda il Pil con fermano una contrazione dell’1,8% nel 2013. L’Italia è l’unico Paese del G7 ad essere negativo .La Franciaregistrerà a fine anno una crescita dello 0,3% (+1,4% nel terzo trimestre, +1,6% nel quarto),la Germania dello 0,7% (+2,3% e +2,4%),la Gran Bretagna dell’1,5% (+3,7% e +3,2%) e gli Usa dell’1,7% (+2,5% e +2,7%). Terzo dato, questo positivo: Marchionne alza bandiera bianca, si arrende, decide di dare attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale e riammettere in Fiat i delegati della Fiom . Sono notizie di giornata che si sommano ad altre che arrivano ogni giorno , la disoccupazione che cresce, i giovani sempre più senza lavoro, il Mezzogiorno un disastro, l’inflazione portata avanti dalla tariffe dei servizi pubblici. Potremmo continuare.

Interessano alle forze politiche i problemi reali del Paes? Pare di no
Interessa alle forze politiche? Non pare proprio. Dibattiti, confronti, simil talk show che stanno riprendendo tutti centrati sul pregiudicato Berlusconi, attesa spasmodica della riunione della Giunta del Senato che deve dar seguito alla condanna di Berlusconi per frode fiscale.In un paese normale il pregiudicato si sarebbe già dimesso, da noi no, la sua “ agibilità politica” diventa il sale della terra. Per quanto riguarda il Pd la cosa si aggrava perché siamo ormai entrati in piena atmosfera congressuale.

 

Ci prova Gianni Cuperlo ad aprire un confronto di idee
Le Feste Democratiche, una volta Feste dell’’Unità, potrebbero essere occasione per un confronto vero fra le varie “ anime” del partito, avviare la discussione sui programmi, gli obiettivi,l’identità del Pd, la sinistra oggi, quale  partito. Ci prova Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria. Pare che parli nel deserto. Le Feste sono diventate territorio di scorribande delle correnti, un rimescolio, di alleanze, future divisioni di incarichi , in primo luogo segretario del partito e candidato premier che procedono ormai di pari passo. Abboccamenti, retroscena, qualcuno risibile altri più vicini alla realtà. A leggere le cronache, ad ascoltare le interviste con i giornalisti,, già perché si risponde solo ai giornalisti, i militanti sono meno che zero non hanno diritto neppure di fare domande, il Pd ha fatto come kil gamberto, è tornato indietro, molto indietro ai tempi della Margherita e dei Ds, dei post democristiani e dei post comunisti.

Accordi sottobanco: Renzi segretario e Letta al governo. Poi viceversa
Non è un caso che Franceschini il quale addirittura aveva proposto che per il candidato segretario alle primarie votassero i solo gli iscritti suscitando le ire di Matteo Renzi in primo luogo, ora si sdilinquisce proprio per Matteo Renzi. E si parla di un accordo sotto traccia fra Enrico Letta e il sindaco di Firenze. Quest’ultimo segretario del partito e Letta al suo posto di capo del governo. Al momento in cui si andasse al voto, Letta, che è stato vicesegretario, prende il posto di Renzi il quale si candida a premier. Vediamo nel campo degli ex Ds. Fa specie che uno come Bettini, uomo di lungo corso, faccia un’ appello a Fassina, Cuperlo, Civati, Puppato e chi è più ne ha più ne metta a fare gruppo con Renzi. E arriva Fassino intervistato da Repubblica, un vero e proprio bollettino” renziano che dice: non si può tirare il freno a mano, questo è il momento di Matte.”Ci domandiamo e domandiamo: quella è il programma, perlomeno nelle linee generali, di Matteo Renzi? Bettini è stato capace di tessere le lodi del sindaco in una lunga intervista allsa Stampa, senza mai parlare di problemi da affrontare.

Il rischio di  un Pd, riformista moderato,centrista
E qual è il partito che prefigura Renzi? Lo vuole vincente, lo vuole rifondato, nuovo,partecipato. E chi vorrebbe il contrario?  Abbiamo mai sentito la truppa degli ex democristiani dire apertamente che il Pd deve far parte dello schieramento dei partiti socialisti e progressisti europei?  Il rischio che dal congresso , se non  si cambia strada, esca un partito riformista moderato, centrista non diciamo democrastinizzato” perché è parola che suona male, che perde i connotati di una forza di sinistra , è molto grande. Se invece di un confronto di idee il congresso diventasse un   ritorno al passato, uno scontro fra ex democristiani ed ex comunisti per poi trovare una spartizione di poteri, per l’Italia sarebbero guai.

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