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Berlusconi: Zampa, commissione vigilanza tace su video in Rai? Movimento lavoratrici e lavoratori Rai Indignerai: “Servizietto privato”

 

Sandra Zampa, deputata Pd, in una nota afferma: “Con preoccupante zelo la radiotelevisione pubblica italiana ha diffuso ieri sera, anche integralmente, il video messaggio di Silvio Berlusconi al Paese. Un documento di nove minuti che, di fatto, esprime solo un attacco alla magistratura italiana e una opinione politica. Non credo che nella vocazione aziendale della Rai possa essere contemplata questa funzione. Per questa ragione presentero’, con i colleghi Giuseppe Civati, Vanna Iori e Luisa Bossa, un’interrogazione alla Commissione di vigilanza, il cui Presidente Fico ha gia’ annunciato impegno in tal senso, per sapere se e’ interessata a capire come sono andate le cose e se ha qualcosa da dire nel merito”.

“Il primo agosto del 2013 verrà sicuramente ricordato nei libri di storia, noi dipendenti RAI e quei pochi che ancora pagano il canone lo ricorderemo invece come uno dei punti più bassi mai raggiunti dalla TV PUBBLICA. Nei giorni che hanno preceduto la sentenza di cassazione file bulgare di giornalisti sotto il Palazzo di Giustizia di Roma a raccontare le loro personalissime cronache seguendo fedelmente le linee editoriali dei direttori di rete, uno a dare più spazio alle tesi della difesa un altro a seguire un profilo talmente moderato che appariva più interessante il servizio sul caldo nel mese di luglio”. Così scrive in una nota il Movimento lavoratrici e lavoratori Rai Indignerai. “Nei minuti successivi la sentenza sul sito www.rai.it appare la notizia della storia e la condanna diventa “parziale assoluzione” nel titolone, salvo poi specificare, nelle 4 righe successive, -in piccolo- i termini della sentenza. La sera tutti davanti alla tv che arriva PORTA A PORTA, il solerte giornalista ultra pagato Bruno Vespa manda in onda 9 minuti di un video messaggio dell’ex cavaliere pregiudicato senza interruzioni ed in religioso silenzio. E’ da molto tempo che con trasmissioni come Porta a Porta si producono crepe evidenti al contratto di servizio, ma la sera del primo agosto il contratto è stato mandato in frantumi da tutta l’informazione RAI. Da domani ci possiamo aspettare che anche il peggior criminale possa pretendere di andare in onda sulle reti RAI con dei video messaggi. Ci appelliamo alla commissione di Vigilanza per chiedere di intervenire su quanto accaduto e per la palese violazione dell’articolo 3 comma d) in cui si affermano i principi generali del contratto, nei quali la concessionaria deve: “ assicurare un elevato livello qualitativo della programmazione informativa, ivi comprese le trasmissioni di informazione quotidiana e le trasmissioni di approfondimento, i cui tratti distintivi sono costituiti dall’orizzonte europeo ed internazionale, il pluralismo, la completezza, l’imparzialità, obiettività, il rispetto della dignità umana, la deontologia professionale e la garanzia di un contraddittorio adeguato, effettivo e leale, così da garantire l’informazione, l’apprendimento e lo sviluppo del senso critico, civile ed etico della collettività nazionale, nel rispetto del diritto/dovere di cronaca, della verità dei fatti e del diritto dei cittadini ad essere informati.” Con questo ennesimo evento si è evidenzia ancora di più l’urgenza di una riforma della governance della nostra azienda in grado di produrre una “cintura sanitaria” nei confronti della prepotente ingerenza dei partiti e per far allontanare quell’insostenibile tendenza dei giornalisti e direttori di rete ad inchinarsi ai voleri del politico di turno. Prendiamo le distanze da chi gestisce e usa il nome della Rai per scopi personali e da tutti quelli che si prodigano per ridurre il SERVIZIO PUBBLICO in “servizietto privato”.

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