L’Islam moderato ha trovato la sua voce!

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Avvolto da un cinico scetticismo, proprio nel giorno d’inizio del Ramadan, l’Islam moderato trova la sua voce. Globale. E’ quella dell’imam al-Tayeb.

Anni fa, quando i suoi compatrioti buttarono giù l’odioso regime di Hosni Mubarak, lui, il grande imam dell’università islamica del Cairo, massima autorità spirituale del mondo sunnita, sheykh al-Tayeb, pubblicò un documento sulle librtà: Un documento che non esitammo a definire “epocale”. L’era della decadenza c’è, c’è stata, riconosceva implicitamente al-Tayeb, ora dobbiamo ripartire e non possiamo che farlo da una comprensione moderna e “islamica” delle libertà. A partire da quella di religione e per arrivare a quella di pensiero, di espressione del pensiero. E così via.

Oggi, nell’Egitto gravemente ferito che rischia di sprofondare nel caos, nella guerra civile, nella bancarotta, al-Tayeb, che giorni addietro negò sostegno a Morsi per dire sì alla road map dei generali, chiede a tutti di fermarsi. Chiede il rilascio di tutti i prigionieri politici, quindi i dirigenti della Fratellanza Musulmana incomprensibilmente arrestati dopo la rimozione di Morsi, chiede una commissione d’inchiesta sulla carneficina di ieri, che dica subito con chiarezza cosa è successo, dia la colpa dell’accaduto a chi ce l’ha e punisca i colpevoli, chiede elezioni politiche entro sei mesi. Giustissimo. Saggissimo. Ma….Altrimenti?

E’ qui forse la vera grande svolta politico-culturale di al-Tayeb: “altrimenti sarei costretto ad un ritiro di solidarietà ,solitario, nella mia abitazione”.

C’è qualcosa di commovente e grandioso in questa “minaccia” di al-Tayeb. Dopo decenni di incitamenti alla violenza, al martirio, all’odio, alla sopraffazione, alla rivendicazione, alla rivolta, al sangue, al-Tayeb presenta il volto di un altro Medio Oriente, di un altro mondo arabo, di un altro Islam.

Buon Ramadan a lei, sheykh al-Tayeb. E grazie.

da ilmondodiannibale.it


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