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Radio Maria ora pro vobis

 

Non è bello, non sta bene (anzi; fa proprio un po’ schifo), tuttavia il proporre un questionario (per posta o per telefono) a persona oscillante tra le 70/80/90 compiute primavere al fine di ottenere (a favore del proponente) quota testamentaria, non è reato. Lo sarebbe neppure se la persona fosse dichiarata con provvedimento del Giudice Tutelare (condizione indispensabile all’ufficialità dello stato d’incapacità) interdetta e/o inabilitata in quanto che, ove a quel questionario succedesse un atto pubblico o comunque ufficiale, quello sarebbe nullo (non annullabile) tout court, salvo imputazioni a carico dell’attuatore consapevole, dimostrandolo,  di voler circuire. Be’, sì certo, ci vuole un bel pelo sullo stomaco (roba paragonabile giusto allo yuppismo degli anni 80) per arrivare, da parte di struttura (gira, volta, rimesta) pur sempre agganciabile alla Chiesa cattolica, ad approfittarsi delle debolezze (non d’incapacità!) d’anziani, notoriamente assai poco protetti da Stato e, troppo spesso, da figli e nipoti…Ciò nonostante, per quanto più mirato della già martellante pubblicità sull’8 per mille da donare alla Chiesa cattolica, agire in tal fatta è legittimo. Sicché dove starebbe lo scandalo da clamore mediatico o, peggio, il sospetto di reato imputabile a Radio Maria?!  Non esiste, ma in compenso potrebbe tornare assai utile per farci dimenticare, specie in tempi di versamento tasse e imposte, che ai poveri, bisognosi, derelitti va una minima parte di quell’8 per mille versato alla Chiesa ché tutto il resto è destinato alla “manutenzione” ecclesiale. Che dire poi dei clericali specchi per allodole da ICI/IMU con modifiche uscite da uno spioncino e rientrate con tutti gli onori attraverso i portoni vaticani, sì da consolidare il dogma “cambiare tutto per non cambiare niente”?!

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