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Cgil, Cisl, Uil al governo. Non c’è più tempo, frenare la caduta dell’economia

 

di  Alessandro Cardulli

ROMA – E’ sempre più netta la sensazione che ci siano due Italia, forse piùI. Una è quella che compare nelle prime pagine dei giornali e popi nelle seguenti. Editoriali, interviste,retroscena, commenti, cronache, tutto centrato sulle riforme costituzionali.

O meglio su una delle riforme, il presidenzialismo, nel nome della governabilità del Paese. Berlusconi tira le fila  e si candida ad essere lui, eletto direttamente dal popolo, ad assumere il ruolo di salvatore della patria. Gli altri problemi? Quelli veri, della gente che soffre, di chi perde il lavoro, dei giovani che lavoro non lo trovano? Sì se ne oarla si danno i “ numeri” che le statistiche lanciano a getto continuo, numeri quasi non fossero persone. Il premier, Enrico Letta, ci mette del suo, un carico pesante, e arriva ad annunciare che se si fanno le riforme il governo può durare per tutta la legislatura. Ma quali riforme?  In Quelle che riguardano la Costituzione che dovrebbe cambiare radicalmente e non solo nella seconda parte,e poi l’abolizione dell’Imu che ,impegno di onore per Berlusconi, l’ho promesso e lo mantengo. C’è sempre la giustizia da sistemare. Ora ancora di più perché il cavaliere e terrorizzato dall’arrivo di sentenze. Addirittura le sue “ ragazze”, le più scatenate, minacciano uno sciopero fiscale, i cittadini che non pagano le tasse. Poi c’è un altro mondo, appunto quello che viene alla ribalta quando si rendono note statistiche da spavento, quando chiude qualche grande fabbrica, le piccole e le medie non fanno notizia.  O meglio meritano un titolo e poi niente più. Il governo, Enrico Letta, quando è chiamato in causa, annuncia che qualche provvedimento è in cantiere, i ministri studiano, elaborano piani che non si traducono in fatti concreti. Letta spera  in qualche aiuto che possa venire dalla Unione europea che, si dice, impegnata ora nella crescita. Ma siamo alle dichiarazioni di buona volontà e, come si sa m con la buona volontà non si mangia, Il 14 a Roma si riuniscono i ministri del Lavoro e delle Finanze di Italia, Germania, Francia e Spagna in vista della riuione del Consiglio europeo prevista per il 27 e 28 giugno. Queste riunioni in genere prendono decisioni che .er diventare fatti hanno bisogno di altre riunioni, una specie di catena di Sant’Antonio. E’ in casa nostra che oc che si fa sentire, La  Confindustria ha lanciato di nuovo l’allarme, ha sintetizzato in cinque punti il suo progetto per il lavoro.  Cgil, Cisl, Uil sono protagoniste, in modo unitario, di una forte mobilitazione dei lavoratori, dei pensionati.

Mobilitazione in tutta Italia. Verso la manifestazione  del 22 giugno
Manifestazioni, scioperi di inter Le tre Confederazioni preparano così quella che si annuncia come una grande manifestazione che si terrà a Roma il 22 giugno a Piazza San Giovanni. . Nella capitale arriverà l’altra Italia, quella che lotta, che soffre, che non vuol perdere la speranza. “ Lavoro è democrazia” dicono le grandi Confederazioni sindacali. Non può essere la disputa sul semipresidenzialismo sia pure alla francese, paesi amico, ad\ occupare il centro del campo.

Nelle iniziative in corso dicono Cgil, Cisl, Uil non c’è più tempo per aspettare, bisogna frenare la caduta libera dell’economia del nostro Paese.  E’l’altra Italia a chiedere provvedimenti “urgenti” e “indispensabili” che possano favorire gli investimenti, la redistribuzione del reddito e la ripresa dei consumi.. Rivendicano misure adeguate per affrontare l’emergenza disoccupazione a partire dal finanziamento degli ammortizzatori in deroga (almeno per tutto il 2013) e l’effettiva salvaguardia degli esodati. E’ necessario provvedere all’immediata riduzione delle tasse per i lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che faranno assunzioni nel prossimo biennio,. Parlano di  rilancio di politiche anticicliche, prevedendo la possibilità per i Comuni, che hanno risorse, di fare investimenti e di avviare i cantieri già deliberati fuori dal Patto di Stabilità.  E poi la riduzione dei costi della politica, ,”la condizione per buone istituzioni e buona politica” , l’ammodernamento e la semplificazione della Pubblica Amministrazione, che dovrà realizzarsi “non attraverso tagli lineari, ma con la riorganizzazione e l’efficacia del suo funzionamento, con il contenimento della legislazione concorrente ed eliminando tutte le formalità che rallentano le decisioni”. É fondamentale, per sostenere la crescita, investire nella scuola pubblica, nell’università, nella ricerca pubblica e nell’innovazione, prorogare i contratti precari nella Pubblica Amministrazione e nella Scuola in scadenza.  Per far ripartire la crescita: occorre  la definizione di una politica industriale che sappia rilanciare le produzioni, valorizzando le imprese che investono in innovazione e ricerca, che salvaguardano l’occupazione e le competenze,. Chiedono al governo di individuare  strumenti di contrasto alla povertà e il finanziamento della non autosufficienza, pongono con forza la necessità di correggere le iniquità della legge Fornero sulle pensioni. Infine, applicare la riforma dell’IMU esonerando solo i possessori di un’unica abitazione, con un tetto riferito al valore dell’immobile.

Da dazebao.it

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