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Né-né

 

Alla fine il “né-né” è sempre di destra.
Lo si è visto con Grillo, “né di destra-né di sinistra”, che usa la cronaca nera degli ultimi gravi reati commessi da estracomunitari, per farne una categoria di delinquenti, anche se la stragrande maggioranza sono integrati e lavorano spesso patendo in silenzio sfruttamento e degrado, pur di non perdere insieme al lavoro anche il permesso di soggiorno.

Perché questo significherebbe finire a marcire nei Centri di identificazione ed espulsione (CIE) per scontare l’assurdo reato di “disoccupazione razziale”.
Tutto questo complesso universo non appare nell’ultimo intervento di Grillo il semplificatore, perché l’integrazione è un tema ostico che richiede leggi adeguate ed istituzioni funzionanti, altrimenti c’è il caos creato dalla Bossi-Fini.
Grillo invece sfrutta il giusto allarme provocato dagli omicidi a freddo di uno, per trasformarlo in paura ed ostilità verso tutti.
Perché sa che quando l’elettore ha pausa, vota destra.
Ed è là che sta portando il Movimento 5 Stelle.

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