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Cécyle Kyenge, donna e nera

 

Nata nel 1964 a Lubumbashi, regione Katanga, nella Repubblica Democratica del Congo, a 19 anni Cécile Kyenge Kashetu raggiunge l’Italia per frequentare la facoltà di Medicina e Chirurgia all’Università Cattolica di Roma, dove si laurea, e si specializza poi in Oculistica all’Università di Modena. Cittadina italiana per matrimonio, due figlie di 17 e 19 anni, Cécile vive a Castelfranco dell’Emilia, in provincia di Modena, dove fa il medico a tempo pieno. Da sempre, però, s’impegna sui temi della promozione sociale, dei diritti e dell’integrazione dei migranti.

La sua carriera politica prende l’avvio dai Ds per approdare poi nel Pd, di cui fa la consigliera di circoscrizione, quindi in Provincia, mentre è anche responsabile del “Forum della Cooperazione Internazionale e Immigrazione”. Portavoce nazionale della rete “Primo Marzo”, che ogni anno organizza lo sciopero degli stranieri, il 25 febbraio scorso Kyenge viene eletta alla Camera dei Deputati, il 28 aprile è nominata ministra per l’Integrazione.
E’ suo lo slogan della campagna “LasciateCie entrare“, campagna che promuove per il libero ingresso della stampa nei Centri di identificazione ed espulsione degli stranieri reclusi nei Cie.

Il primo obiettivo della ministra – l’ha detto a chiare lettere fin da subito, suscitando la ridicola e scandalosa reazione dei soliti noti – è la conquista dello ius soli, quasi un’ossessione, per i bambini figli di stranieri nati in Italia. “Devono poter avere da subito la cittadinanza italiana“, dice, e parla di “libera circolazione“, cioè di una nuova legge sulla cittadinanza che parta dall’abrogazione della Bossi-Fini. Norma anti-storica, anti-etica, anti-europea, la cui cancellazione è poi la parola d’ordine del Primo marzo, la “Giornata senza di noi“, giunto quest’anno alla quarta edizione.

Donna e nera (“… non sono di colore – ha precisato – sono nera…“) è ora seduta sui banchi del governo, dopo aver battuto lo scrittore, politico e giornalista di Brazzaville, Jean Leonard Touadì, nella gara interna al partito per scegliere il ministro dell’Integrazione. La descrivono persona dolce, curiosa, determinata, un Diesel che sa che cosa significa lavorare in gruppo. Padre poligamo, 37 fratelli, è moderna e preparata, orgogliosa di fare parte della squadra del bonga bonga.

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