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“Una vita dignitosa ed onesta è un desiderio di tutti, anche dei Rom”

 

Il desiderio di una vita normale e lontana dai pregiudizi espresso dai giovani Rom in una conferenza convocata dal ministro Riccardi per la giornata internazionale dei Rom. Lunedì era la giornata internazionale dei Rom, istituita dalle Nazioni Unite nel 1979, ed il ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Riccardi ha deciso di onorarla con un convegno presso la Presidenza del Consiglio su questa minoranza, che è la più grande in Europa.

Diversi giovani Rom sono intervenuti, raccontando le loro storie e i loro desideri.
Virginia Tocila ha parlato della sua esperienza, che l’ha portata a diventare una delle addette di “Rom Atelier”, una sartoria della capitale; inoltre, ha raccontato le vicende della sua famiglia ai tempi del Sumapariden, lo sterminio dei Rom rumeni durante la II guerra mondiale.

Maria Spada ha raccontato il timore vissuto tante volte di presentarsi in pubblico per quello che è: una giovane Rom italiana che frequenta il liceo e che ha tanta voglia di iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza. Ha ditto: “Sento che però oggi, con questo mio intervento e questo convegno, il mio disagio ed il mio timore stanno sparendo”.
Branislav Savic, venticinquenne Rom di origine serba, ha raccontato di aver venduto rose e chiesto l’elemosina, ma che ora, grazie alla licenza media, lavora in un grande ristorante con sua moglie (che non è Rom) e ha un figlio. Il volersi integrare non significa per lui voler rinunciare alla propria identità Rom: “Una vita onesta è il desiderio di tutti – ci ha tenuto a precisare – anche dei Rom!”

Scuola, lavoro e casa sono una chiave fondamentale per un’integrazione possibile, come ha sottolineato il sindaco Speranza. Nella sua città, Lamezia Terme, grazie al lavoro coordinato di enti locali e governo centrale, ad un forte dialogo coi cittadini ed al sostegno economico del Governo, settantasei ragazzi Rom stanno ormai finendo le scuole dell’obbligo e centoquaranta persone sono state trasferite, senza sgomberi, dal campo di Scordovillo (uno dei più popolosi d’Italia) in normali abitazioni del territorio cittadino.

Sul lavoro portato avanti dal governo Monti si è soffermato il ministro Riccardi, che ha sottolineato l’efficacia dei tre milioni sui dieci totali di fondi UE recuperati e destinati al progetto di Lamezia. La “Strategia nazionale di inclusione dei Rom, Sinti e Camminanti”, che vincola lo Stato ad assicurare ai Rom pieno diritto alla sanità ed accesso al lavoro, dà una prima risposta al problema. Per evitare però che casi come quello di Lamezia Terme rimangano isolati, è necessario che queste politiche proseguano e si approfondiscano nonostante l’impopolarità di tali misure in un momento in cui la crisi rischia di aggravare un antigitanismo che ha radici profonde. Solo così, finalmente, una giovane Rom italiana come Maria Spada potrà, come ha detto al convegno, “essere considerata solo della razza umana, l’unica razza esistente” e i campi non saranno più “luoghi della vergogna per il nostro Paese” a causa delle loro terribili condizioni abitative, sanitarie e di emarginazione.

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