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Una “grillata” pericolosa

 

Grillo è in difficoltà.  Non è in grado di rispondere a una domanda semplice, banale se si vuole: in Parlamento cosa intende fare? Non può continuare a trincerarsi dietro  il fatto che con i partiti  lui non parla. Perché quando i grillini prenderanno posto nelle aule di Palazzo Madama e di Montecitorio, quando si presenteranno   al tavolo di lavoro delle Commissioni non possono giocare alle belle statuine. Dovranno parlare, dire qualcosa, votare. Saranno obbligati a “contaminarsi” con le  odiate forze politiche.. Se un giornalista incontra uno dei parlamentari dentro i Palazzi delle istituzioni  e gli rivolge qualche domanda  si metteranno la benda alla bocca, non risponderanno? Grillo ha paura di perdere il “ possesso” degli eletti. Ed ecco che cerca di fare tabula rasa, di costruire un vero e proprio recinto in cui  chiudere donne e uomini, cittadini, dicono loro, chiamati ad assolvere al  compito più alto della vita democratica, quello di fare le leggi.  Così le spara grosse.

Prefigura un partito totalitario con il 100% dei parlamentari
Porta un attacco a fondo alla libertà dell’informazione, e, insieme alle istituzioni democratiche. Prefigura un Parlamento  con il M5S  che ha il 100% di deputati e senatori. Nel linguaggio comune  ciò significa un partito, movimento dice lui, totalitario. Non solo quando ciò avverrà non ci sarà più bisogno di M5S “perché  i cittadini saranno diventato lo Stato”. Non ci sarà più bisogno non solo del movimento , come lui stesso dice,ma anche del Parlamento. Vaneggia il  capo grillino?  E’ questa la risposta che dà, tanto per dirne una , agli  “otto punti” proposti da Bersani? E’ in questo quadro che  Grillo porta l’attacco alla libertà dell’informazione, ai giornalisti. I regimi totalitari, non a caso, hanno iniziato i loro percorsi proprio  colpendo uno dei diritti fondamentali della società democratica, quello di informare  e di essere informati, in un rapporto stretto fra gli operatori della comunicazione e i cittadini, tutti e non solo quelli grillini.  

L’attacco ai giornalisti per colpire la libertà dell’informazione
Attacca i giornalisti   e, insieme,  lancia un messaggio molto  preciso ai “ cittadini” della ditta Casaleggio-Grillo. A loro è vietato parlare, solo  ai  due capogruppo è consentito  rilasciare dichiarazioni E’ vero che sono stati eletti in una assemblea dei gruppi, per alzata di mano.  Ma  i voti sono stati pochi in particolare per quello che riguarda la  Camera .Al Senato non è stato proprio un trionfo. Ma come si è arrivati a queste nomine. Si è parlato di autocandidature.  Solo degli allocchi possono credere che i due   “cittadini- capogruppo” la mattina hanno preso il treno per venire   a Roma e durante il viaggio hanno pensato di fare i presidenti dei gruppi , così quasi uno sfizio. Non solo. Dureranno in carica  per tre mesi, ma forse c’è già la staffetta pronta. Se questo non bastasse  Grillo  fa la vittima. Dice che i “ conduttori televisivi sono pagati per sputtanare il M5S”, per far apparire i “ cittadini” del regno  di grillinia come degli sprovveduti, incapaci. Forse senza neppure rendersene conto, ripetiamo forse, di fatto propone di regalare a Berlusconi. Per completare l’opera afferma che “ Il peggio sono i media. Forse giornali locali vanno bene. Ma quelli che formano l’opinione pubblica,i sette canali televisivi e i tre giornali maggiori” fanno parte del sistema.

Il comico genovese da lezione anche ad Obama
Ma non è finita qui: Grillo si sente come una specie di unto del signore, ci richiama alla mente alcune interviste di Berlusconi quando affermava che lui era il leader più bravo in tutto il mondo. In Europa poi nessuno poteva raggiungerlo in bravura. Grillo non vuole rimanere secondo a nessuno e intervistato da Time  prende di mira Obama. Gli da lezione di “ grillismo”: “ Se Barack Obama fosse capace di fare il 5% di  quel che dice,sarebbe un grande. Ma anche lui è imprigionato in un sistema. “L’arte del compromesso che è stata un’arte della politica non è più valida. Il compromesso deve essere  tra cittadini, non tra repubblicani e democratici”. Non contento di voler eliminare i partiti in Italia, pensa di far fuori anche quelli made in Usa. Un po’ troppo, una “grillata”. Certo, ma pur sempre pericolosa.

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