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Il 16 marzo a Firenze la Giornata della Memoria e dell’Impegno

 

di Norma Ferrara
E’ la città del Rinascimento e Libera l’ha scelta per la XVIII Giornata della Memoria e dell’Impegno, perché  – come spiega Marcello Cozzi, vicepresidente di Libera,” anche da Firenze la società civile  possa trovare il modo per ripartire, per rinascere”. A pochi giorni dal risultato elettorale incerto che tiene il Paese (e i mercati) con il fiato sospeso, parte il conto alla rovescia per la Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie che si terrà a Firenze il 16 marzo.

La diciottesima edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno quest’anno sarà a Firenze, perché?

A Firenze, in primo luogo, perché sono trascorsi vent’anni da quando le bombe della mafia hanno ucciso degli innocenti nella strage di via dei Gergofili ferendo a morte quella città e tutto il Paese. Vent’anni per ricordare loro e tutte le vittime delle mafie. Firenze perché è la città del rinascimento: e noi da Firenze vorremmo far ripartire con più slancio il cambiamento. Far rinascere il Paese perché c’è bisogno di rimboccarsi le maniche e andare avanti con più forza. Dopo le edizioni di Potenza, al Sud e di Genova al Nord, volevamo fare tappa nel cuore dell’Italia proprio per ripartire da lì, dalla bellezza e dalla forza custodite non solo a Firenze ma in tutta la Toscana.

Un Paese che da 48 ore fa i conti con il risultato elettorale complesso: qual è il segnale che è arrivato dai cittadini?

Se c’è un dato che emerge su tutti, a mio avviso, è che in questo Paese i cittadini non hanno più fiducia in chi li ha rappresentati negli ultimi 20 anni. Si può ragionare sulle modalità con cui questa sfiducia è stata espressa, certamente, ma non si può non vedere che hanno lanciato ai partiti tradizionali una richiesta chiara: noi vogliamo contare. Con Libera intercettiamo ogni giorno, nel nostro lavoro sui territori, quella parte di Paese che si rimbocca le maniche ogni giorno, che prova a dare  fiato alla speranza. Che non si rassegna e che vuol fare la propria parte. Quando dicono che è “antipolitica” quella di chi chiede un cambiamento, beh, io dico che è antipolitica quella fatta dai politici che per troppi anni non si sono occupati delle persone, dei beni comuni, dell’interesse di tutti. Quella è la vera antipolitica. Così nonostante i risultati io voglio dire che c”è fermento nel Paese: c’è voglia di fare. Io credo che dovremmo leggere positivamente questo risultato che può, per certi versi, sorprendere o scoraggiare. Dovremmo saper guardare al messaggio di speranza che a suo modo invia: ripartire dal bicchiere mezzo pieno, per capirci.

Un impegno che si rinnova da XVIII anni anche alla Giornata della Memoria ma che non sempre le istituzioni sono pronte ad ascoltare?

Il caso della mancata istituzionalizzazione, attraverso il disegno di legge che giace da anni in Parlamento, di questa Giornata della Memoria che i tanti familiari che la organizzano con Libera ogni anno sentono la “loro” giornata, è un paradosso. Ogni anno da tutte le città arrivano in tantissimi per una giornata che la politica non è riuscita a rendere ufficiale, nemmeno dopo diciotto anni.

Una giornata che è un percorso…

Un percorso che – ormai da tanti anni – comincia il primo giorno dell’anno, fa tappa il 21 marzo (il 16 a Firenze per favorire la partecipazione, ndr) e continua a camminare per il resto dell’anno. Questo appuntamento, infatti, è sempre più la tappa di un percorso. In ogni città in cui siamo stati la giornata è stata l’occasione per fare il punto, per mettere insieme energie, per ricominciare. La tappa, appunto, di un percorso di rinascita che non dovrebbe mai arrestarsi.

Come ha risposto la città all’arrivo del “21 marzo”?

Con grande entusiasmo e voglia di fare, non solo Firenze ma tutta la Toscana. C’è stato un calendario fittissimo di iniziative, di dibattiti, di momenti di formazione. C’è stata tanta voglia di fare, di fare insieme. Sempre più, inoltre, sta passando l’idea che la Giornata della Memoria fatta in città in cui “tradizionalmente” non sono radicate le mafie abbia un valore che va oltre la solita frase che anni fa ci sentivamo dire “ma perchè qui, qui non ci sono le mafie”. Oggi questa consapevolezza della pervasività della criminalità organizzata la sentiamo presente nei cittadini e questo li mette immediatamente insieme per “fare” la Giornata della Memoria e dell’Impegno per quel significato profondo e che vale per tutto il Paese. E va anche oltre. (Clicca qui per leggere le tante iniziative in corso in Toscana, ndr)

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