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Giornalai, le ragioni del differimento dello sciopero

 

Il Sinagi (sindacato nazionale giornalai, ndr) ha deciso di differire lo sciopero che era stato indetto in corrispondenza con le elezioni, i motivi della proclamazione, erano due: la richiesta alla politica  di una legge che tuteli la categoria per le sue funzioni  di utilità pubblica, e  alla Fieg, di aprire il tavolo di trattativa, per rinnovare l’accordo nazionale.

Per quanto riguarda la politica, riteniamo di avere avuto un risultato estremamente positivo, poiché il Prefetto di Roma, ci ha scritto: “Il Prefetto riconoscendo il ruolo di servizio pubblico svolto dalla categoria nel garantire il pieno rispetto dell’art.21 della Costituzione”, e ancora scrive. “Il Prefetto si è impegnato a promuovere un incontro tra le parti e il nuovo governo per un confronto sulle richieste avanzate”, inoltre il Dipartimento Editoria, e l’attuale Sottosegretario, nel loro comunicato hanno scritto: “ E’ indubbiamente necessaria una messa a punto delle norme di liberalizzazione… che meritano correzioni” e ancora: “ … le edicole rappresentano un sistema  distributivo capillare, fondamentale per diffondere gli strumenti della lettura, e va perciò tutelato anche l’interesse sociale da queste rappresentato

Cioè l’attuale Governo, sordo per mesi ad ogni nostra richiesta, oggi afferma che bisogna correggere la legge sulla liberalizzazione e cha va tutelata la funzione sociale delle edicole, che è esattamente quello che da anni chiediamo a tutti, e lo fa anche convocando i Sindacati, per mettere le basi alle modifiche di legge.

Tralascio per ragioni di spazio gli attestati di molti partiti, a iniziare da quelli che secondo i sondaggi governeranno il paese futuro

Lo sciopero, la protesta, non è il fine, ma lo strumento per arrivare agli obiettivi prefissati, e noi, questi primi obiettivi, li abbiamo raggiunti, e lo dico con grandissima soddisfazione

Resta aperta la problematica contrattuale con la Fieg, ma per questo, si faranno iniziative mirate.

A volte, e questo è uno di quei casi, bisogna decidere non sulla voglia di dare una prova di forza, che tra l’altro è solo modificata nel tempo,  ma occorre decidere sulla base di quello che è il modo migliore per tutelare la categoria degli edicolanti, e noi oggi, abbiamo impegni importanti da Governo, Istituzioni e Partiti, che mai in passato avevamo ottenuto, e per questo riteniamo si sia finalmente aperta quella strada, che deve arrivare ad inserire nel ROC questa categoria, non solo per definire meglio il  riconoscimento della funzione pubblica degli edicolanti, ma anche perché così, si possono certificare le vendite dei giornali, e mettere finalmente in trasparenza l’intero comparto.

* segretario generale Sinagi

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