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I giornali cartacei spariranno per “colpa” della rete?

 

Caro direttore,
in Italia “Liberazione” e “Terra” hanno chiuso. Il “Manifesto” sembra attraversare una crisi irreversibile e perfino un giornale nato appena tre mesi fa, “Pubblico” rischia di scomparire prematuramente dalle edicole. Leggo correntemente i giornali on line ma mi spaventa di dover rinunciare all’abitudine di acquistare un giornale in edicola, sfogliarlo in metropolitana e conservare una prima pagina o un articolo di pregio. Siamo destinati a leggere le notizie solo sul web?
Le sarò grato se vorrà rispondermi.
Maria Maddaloni

Cara Maria,
rispondendo a lei intervengo su un tema che anche altri lettori ci hanno sottoposto in queste ultime settimane. E’ così, i quotidiani tradizionali (non solo ovviamente quelli italiani), purtroppo, se la passano davvero male. Le cause sono molteplici: la crisi economica, i costi elevati di stampa e distribuzione, la riduzione dei finanziamenti all’editoria, l’esplosione del web con i giornali on line, blog, siti e l’informazione sui social network…
Secondo i calcoli di Philip Meyer, studioso dell’editoria americana, il “New York Times” fondato nel 1851 cesserà di stampare le sue copie nel 2043. Una profezia che peraltro, alla luce dei recenti dati sembra ottimistica dal momento che, in ogni parte del mondo, testate storiche e importanti stanno scomparendo dalle edicole e trasferiscono i loro contenuti sulla rete. La carta stampata – scrive Ignacio Ramonet nel suo libro “L’explosion du journalisme” – è una specie in via di estinzione, come i dinosauri dopo il famoso meteorite. In questo caso, il meteorite è internet. Ma è la stampa ad essere in crisi o forse anche una modalità di fare informazione ormai superata dagli eventi?

La mattina del 7 novembre 2012 i giornali riportavano i dati dell’affluenza alle elezioni Usa e le varie congetture sul risultato finale ma già da alcune ore i siti internet di tutto il mondo riportavano i risultati dettagliati e i commenti sulla riconferma di Obama. Abbiamo dovuto aspettare altre 24 ore per “ripristinare” la contemporaneità tra l’evento e la sua diffusione sulla stampa.
Assodata l’impossibilità di prevedere un’informazione cartacea che diffonda le notizie in tempo quasi reale rimane da chiederci se nel prossimo futuro dovremo arrenderci all’inesorabile sparizione dei quotidiani cartacei o se questi ultimi per sopravvivere dovranno ripensare le modalità di fare informazione.
Se la tecnologia (pc, tablet, smartphone…) e l’informazione sul web (giornali on line, siti, blog, social network) consentono un’informazione fluida, dinamica, aggiornata praticamente in diretta ai quotidiani tradizionali sarà richiesto un altro ruolo: privilegiare l’analisi, l’inchiesta, il commento, l’approfondimento e la comprensione del lettore troppo spesso disorientato dal bombardamento multimediale di informazioni (peraltro talvolta controverse). In altre parole fuggire dall’attualità.

Stefano Corradino

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