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Articolo21 “ricompensa equamente” i suoi collaboratori?

 

Spett. Direttore,
sono lieto di leggere la notizia della legge sull’equo compenso per i giornalisti precari. In tante redazioni, televisive e radiofoniche, della carta stampata e del web chi scrive e collabora viene sottopagato. La mia domanda, che non vuole essere nè polemica nè provocatoria ma “conoscitiva” è la seguente: la vostra testata ricompensa equamente i suoi collaboratori?

Grazie dell’attenzione e buon lavoro
Valerio Matera

Caro Valerio,
sono felice di rispondere alla sua mail perché lei come altri che ci hanno scritto in questa giornata importante, chiedono giustamente conto anche a noi di Articolo21, del nostro rapporto economico con i collaboratori.
Non mi sottraggo alla domanda, anzi questa è l’occasione per spiegare ai tanti che ci scrivono qual è la natura del nostro lavoro quotidiano.
Articolo21 non è una testata giornalistica ma il sito di un’associazione – denominata appunto Articolo21 – nata il 27 marzo 2001 e che l’anno successivo (2002) si è dotata di un sito internet per promuovere le sue iniziative. Con il passare degli anni www.articolo21.org è diventato, senza esserlo di fatto, un giornale on line aggiornato 365 giorni l’anno con articoli, interviste, appelli, news, blog, rubriche, sondaggi…
Dieci anni di battaglie contro la censura, i bavagli,  le manipolazioni dell’informazione.

Un sito internet senza padrini né padroni; e proprio per garantirci questa condizione di libertà abbiamo scelto di non ricercare contributi. Né pubblici ma neanche privati. Negli anni infatti abbiamo ricevuto proposte di sponsorship da parte di vari imprenditori ma abbiamo temuto che alcuni soggetti economici influenti (e ce ne sono stati!) potessero compromettere la nostra linea editoriale e la libertà di informazione e di critica (e per questa ragione, di tanto in tanto chiediamo ai nostri lettori di darci un contributo quantomeno per consentirci di gestire le “spese vive” …)

In Articolo21 tutti coloro che scrivono (a cominciare dal sottoscritto che ricopre il ruolo di “Direttore”) lo fanno come volontari, senza percepire alcunché.
Ma se un domani dovessimo decidere di trasformare Articolo21 in un’esperienza “editoriale-imprenditoriale” l’equo compenso sarà sicuramente un nostro tratto distintivo…
Oggi i nostri “volontari della libertà di informazione” scrivono gratuitamente fino a tarda ora 7 giorni su 7 ripagati dal piacere di condividere un progetto comune e dalla consapevolezza che quella per la libertà di espressione sia una battaglia civile e democratica insopprimibile, almeno fino a quando quei valori sanciti nell’articolo 21 della Costituzione a cui ci ispiriamo non saranno solo un solenne enunciato ma un diritto realmente acquisito. Cordialmente.
Stefano Corradino

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