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Veltroni, la briscola e il “collettivo”

 

Tutto questo chiasso attorno alla decisione di Veltroni di non ricandidarsi in Parlamento ha davvero un senso? Sì che ce l’ha ed è lo stesso per cui la parola “rottamazione” lanciata da Matteo Renzi continua ad avere tanta fortuna nei “media”. E’ il segno evidente che, nonostante il danno procurato in questi anni, il personalismo in politica non intende affatto mollare la presa. Il segno che, se non vi porremo rimedio, la logica del “marketing” individuale guiderà ancora per un pezzo il funzionamento della politica, in Italia come in tutto il mondo occidentale.
Perfino Pierluigi Bersani, nel momento in cui giustamente affermava, riferendosi con personalissima arguzia al sindaco fiorentino, “siam mica qui a far in due una briscola”, contraddiceva in parte la sua proclamata fede nel “collettivo” affidando a una pagina autobiografica l’avvio della sua campagna per le primarie. Ma tant’è, i simboli hanno sempre avuto un ruolo importante nel rapporto con le masse e in una moderna “società degli individui” non possono che essere simboli individuali.
Al di là di qualche concessione alla moda del tempo, c’è da augurarsi che si torni al più presto a quella democrazia del “collettivo” che rappresenta, certo anche per Bersani, la vera alternativa al populismo. E una democrazia del collettivo significa in primo luogo il libero dibattito delle idee che muova dalla base al vertice di partiti e istituzioni, e non viceversa come avviene tutt’oggi. Che ci sta a fare in una società “liquida” il leaderismo militarizzato delle correnti? Perché la carriera politica di un giovane deve affidarsi alla fedeltà verso i capicorrente? Perché non può essere libero di convergere ora con l’uno ora con l’altro di loro a seconda delle questioni? Con tutto il rispetto per Facebook, non ci serve una società di “fan”, ma di cervelli pensanti e dialoganti, capaci di argomentare, confrontare e affermare diverse opinioni, senza gregarismi di sorta.
Allora un gesto come quello di Veltroni, che lascia la poltrona di parlamentare pur riaffermando il suo personale impegno in politica, potrebbe essere inteso e apprezzato come una lezione di libertà interiore per tutti, giovani o anziani, rottamatori e rottamandi, a cominciare dagli altri notabili del Partito democratico o di altri partiti.

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