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Diffamazione, no a bavagli bis

 

“Bisogna stare attenti: spero non si colga l’occasione per introdurre nuovi bavagli, ad esempio per il web”. A lanciare l’allarme e’ il segretario della Fnsi, Franco Siddi, al termine di un’audizione in Commissione Giustizia del Senato sulla riforma inerente il reato di diffamazione a mezzo stampa. “Tutti dicono no al carcere – rileva Siddi – ma chissà perché c’e’ un’idea che la stampa debba essere punita se irriverente”. Per il segretario del sindacato dei giornalisti, di fronte a eventuali errori, i mezzi di contrasto efficaci sono “il giuri’ e l’obbligo di rettifica entro 7 giorni”. Quest’ ultimo, secondo Siddi, “e’ uno strumento efficace, diciamo no a strumenti intimidatori. Vogliamo una legge per una libera stampa che possa controllare i pubblici poteri”.

No al carcere per i cronisti condannati per diffamazione, prevedere tra le cause di estinzione del reato la pubblicazione della rettifica. Questa la posizione dell’Unione nazionale cronisti italiani, espressa oggi in audizione in Commissione Giustizia del Senato dal presidente Guido Columba e dall’esponente di giunta Alessandro Galimberti.

No al carcere per i giornalisti condannati per diffamazione a mezzo stampa, ma le sanzioni per questo “gravissimo reato” devono essere “efficaci”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, in audizione in Commissione Giustizia del Senato. “Sanzioni pecuniarie modeste non sono dissuasive – rileva Sabelli – la rettifica tardiva o in forma non equivalente all’articolo non e’ una soluzione efficace. Piuttosto, si potrebbe pensare a sanzioni pecuniarie elevate, e anche a misure interdittive, soprattutto se si e’ di fronte alla reiterazione o a campagne di stampa fatte di attacchi contro qualcuno”.

“Se la situazione è quella denunciata da Fnsi e Unione Cronisti non siamo in presenza di una legge per eliminare il carcere ai reati di opinione ma di una riedizione di una legge bavaglio sotto altre spoglie e che rischia di riguardare anche il web”. Lo afferma il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. “Meglio lasciar perdere che proseguire su questa strada. In ogni caso Articolo21 aderirà a tutte le iniziative che saranno promosse dalle organizzazioni dei giornalisti e promuoveremo una nuova campagna “No al bavaglio bis”.

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