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CORRADO FORMIGLI: “I nostri ospiti principali saranno i fatti”

 

Dal 30 agosto la7 brucia la concorrenza e torna con “Piazza Pulita”, il talk show di prima serata condotto da Corrado Formigli. E dopo poche settimane arriva Michele Santoro. “Ma non ci sarà concorrenza” sottolinea Formigli. “Lavoreremo sulla stessa rete e quindi i concorrenti saranno gli altri: Mediaset, Sky, la Rai…” Con Formigli parliamo di tv informazione e bavagli ma anche dei toni aspri degli ultimi giorni: Bersani e Grillo, “Repubblica” e “il Fatto Quotidiano”…

Prima di parlare della nuova edizione del tuo programma tracciamo un bilancio di quella precedente
“Piazza Pulita” è una creatura giovanissima che si è comportata molto bene, con ascolti eccellenti sopra la media di rete. In onda per 39 settimane consecutive senza mai fare pause neanche durante le feste comandate.

La nuova creatura come sarà?
Assomiglierà molto alla vecchia, fedeli al concetto “formula vincente non si cambia”. Quest’anno la redazione sarà in studio e ciò ha un rilevante valore simbolico: “Piazza Pulita” non è il talk show di Corrado Formigli ma un programma collettivo ed è importante che il lavoro di gruppo si veda anche in onda.

La linea editoriale
Vogliamo che il programma  sia il più semplice e lineare possibile, senza spigoli né ingessature, né rubriche fisse. L’attualità sempre in primo piano. I nostri ospiti principali saranno i fatti.

Andate in onda il 30 agosto, bruciando la concorrenza. Colpa di una stagione politica calda almeno quanto quella meteorologica?
Ho la sensazione che ci sia sempre più bisogno di approfondire. Ad esempio sull’Ilva la cui vicenda penso non sia stata raccontata fino in fondo. E infatti è proprio da qui che cominceremo con una grande diretta che coinvolgerà la città di Taranto; e daremo anche alcune notizie inedite. Poi c’è la crisi dell’euro, e la politica in primo piano. E’ necessario andare in onda…

Una politica dai toni piuttosto aspri a giudicare dalle ultime battute
Se ti riferisci alle accuse reciproche tra Bersani e Grillo le considero una pagina triste della nostra politica. Non mi piace chi usa la parola “fascista” visto che i fascisti sono quelli manganellavano e mandavano in galera gli oppositori; ma non mi piacciono neanche i toni di Grillo quando sono solo irrisori.

C’è un Grillo che ti piace?
Quello che fa proposte concrete – che possono piacere o no – ma che entrano nella vita delle persone. In ogni caso non amo questi toni perché la soluzione è troppo seria per prendersi a pesci in faccia.

Toni forti anche nella carta stampata sulla questione della presunta trattativa stato-mafia
Sulla polemica tra “il Fatto” e “Repubblica” eviterei di parlare di complotto o piani segreti. C’è uno scontro editoriale tra due giornali del tutto legittimo. Sono grato a Repubblica di aver aperto il dibattito sul tema Napolitano – Procura di Palermo perché aver potuto leggere nell’arco di 48 ore la posizione di Scalfari e Zagrebelsky, due opinioni di grande livello ore è stato per me, e penso per tanti lettori, molto utile. Ovviamente sono altrettanto legittime le posizioni del Fatto.

Nessun piano politico quindi?
Ma no. Evitiamo di dire che “Repubblica” lo fa per proteggere e consacrare  il governo dei tecnici mentre invece “il Fatto” agisce così per spianare il terreno a Grillo e Di Pietro.

Come ne esce Napolitano da questa vicenda?
Penso che lui sia stato il miglior presidente della Repubblica e, tuttavia, mi piacerebbe che il Capo dello stato fosse considerato sempre come un cittadino come tutti gli altri.

La vicenda ha riaperto un dibattito – per la verità mai sopito – sul tema delle intercettazioni. Vedi all’orizzonte il rischio di nuovi bavagli?
Mi auguro di no; sono contro qualsiasi bavaglio e non credo che il problema delle intercettazioni sia una priorità per questo paese. Chi lo pensa non è in buona fede.

Qual è oggi il rapporto dei telespettatori con i talk show?
Secondo me è un rapporto delicato. Oggi gli italiani ce l’hanno prima di tutto con i politici – a torto a ragione e talvolta con un certo qualunquismo – e i partiti hanno fatto di tutto per non farsi ben volere. Ma dopo i partiti a volte ho la sensazione che ci siamo noi che facciamo i talk show e che veniamo considerati in qualche maniera parte del sistema.

Hanno qualche ragione?
Possiamo sbagliare ma c’è giornalista e giornalista… Sicuramente abbiamo una grandissima responsabilità: spogliarci delle ideologie e raccontare i fatti.

Quella in cui lavori è una tv commerciale ma spesso si ha la sensazione che supplisca ad alcuni vuoti lasciati dal servizio pubblico.
La7 oggi risponde al bisogno di un’informazione che faccia approfondimento e le cui notizie siano sganciate dalle mani dei partiti.

Nessun condizionamento?
Ti posso assicurare che dietro la nostra tv non c’è alcun partito. Non ho mai sentito l‘ombra di una forza politica dietro le mie spalle e questo rende la7 una tv libera, forse più libera delle altre.

Non sarai solo il giovedì sera sulla rete, arriva Michele Santoro. Lo vivi come una concorrenza?
Al contrario, lo vivo positivamente. Per due ragioni: primo perché lo scorso anno lo avevo contro e il pubblico si lamentava di dover scegliere tra noi e Santoro. E quest’anno quindi non sarà così. Secondo: Michele è un grande professionista. Lavoreremo sulla stessa rete e quindi i concorrenti saranno gli altri: Mediaset, Sky, la Rai…

Viale Mazzini ha un nuovo gruppo dirigente. Articolo21 ha chiesto che come primo atto importante faccia rientrare soggetti e temi espulsi perché sgraditi al vecchio manovratore.
La Rai ha raggiunto in questi anni il punto più basso e penso si possa solo migliorare. Spero che la nuova dirigenza torni a valorizzare quelli che lo meritano davvero.

Hai trascorso in Rai circa otto anni, potresti tornarci?
Amo la Rai e penso sia uno strumento insostituibile. Ci ho trascorso anni bellissimi e non escluso di poterci tornare.  Faccio il tifo affinché resti una tv pubblica in cui conti soltanto il merito.

corradino@articolo21.info

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