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Dal festino al festival

 

Siamo nell’epoca delle transazioni, culturali, finanziarie, giuridiche, ed anche linguistiche. Sembrerebbe solo un gioco di parole “dal festino al festival” ma in realtà è una vera e propria sfida, un vero e proprio scatto d’orgoglio e dignità, la prima cosa che ho pensato dopo aver letto il libro “il festival a casa del boss”(Phoebus edizioni) di Pietro Nardiello. Penso che qualcuno è stato davvero in grado di sovvertire il sistema, nel suo piccolo, con un piccolo impegno che può fare grande il corso della storia ancora da scrivere.

Festini, quelli a casa del boss, già il termine tanto in voga lascia intendere qualcosa di piccolo, qualcosa di misero nella sua essenza, sesso droga sballo, finito l’effetto si torna a nascondersi, a dare ordini, a sentirsi qualcuno finchè si è circondati di “fedelissimi”, in attesa di finire in una delle tante galere che quel tipo di vita riserva. Eh si, per certi ambienti la galera non è come la nostra, si resta chiusi in un bunker per anni, si finisce in una prigione in isolamento, e se si resta in vita, si resta imprigionati per sempre nel compromesso che si è deciso di fare con la propria coscienza.

Poi ci sono i festival, quelli della canzone, del cinema, di giornalismo, teatro, da quelli ludici a quelli impegnati e sulle nostre terre da cinque anni ormai c’è il festival dell’impegno civile. Che belle parole, già la sola associazione di idee al concetto di festival ci ossigena il cervello, si intuisce immediatamente che parliamo di momenti festosi, di gioia, di libertà, sembra quasi che queste parole siano soleggiate. Momenti di scambio culturale, di crescita collettiva, di interazione sociale, lì dove non c’era la cultura di guardare le partite in piazza oggi ci si ritrova per partecipare a rappresentazioni teatrali , forum, tavole rotonde, concerti, ascoltare testimonianze importanti.
Certo, sono solo osservazioni partite da un gioco linguistico, che definire “gioco” è riduttivo eppure due termini così assonanti possono condurre a due vie diametralmente opposte.
Non sta a noi giudicare, per quello ci sono le autorità competenti ma a noi resta la libertà di scegliere, scegliere se vivere la vita come un festino o come un festival !

Presidente “IBRIS” Associazione Culturale
www.ibris.org

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