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Calcio e diritti umani. Boicottiamo gli europei?

 

“Anche lo sport, quando succedono alcune cose, non può guardare da un’altra parte”. All’indomani di Italia-Spagna (esordio azzurro agli europei di calcio) il ministro Gnudi e’ stato molto chiaro sulle intenzioni del Governo in vista della partita di domenica a Kiev, dove Italia e Inghilterra si disputeranno il passaggio alle semifinali. “Io preferirei non andare in Ucraina -ha aggiunto Gnudi -, perche’ quando si offende la democrazia si offendono tutti i cittadini”.
Una decisione attesa, ma non ancora ufficializzata quella del nostro Governo, che seguira’ quella gia’ presa,per esempio, dal primo ministro inglese Cameron, in segno di protesta per il trattamento cui e’ sottoposta l’ex premier e leader dell’opposizione Yulia Tymoshenko. . Condannata a sette anni di reclusione per abuso di potere, ora imputata anche di concorso nell’omicidio di un deputato (avvenuto nel 1996!), picchiata in carcere come dimostrano alcune foto e, dopo uno sciopero della fame, finalmente trasferita in ospedale. Sconfitta alle elezioni dall’attuale presidente Yanukovich, Yulia e’ diventata il simbolo dell’opposizione a quello che molti definiscono il regime del nuovo premier. Solo i drammatici appelli dei familiari e di alcuni coraggiosi supporter hanno svelato all’Occidente la vera e propria persecuzione cui e’ sottoposta la Tymoshenko, che ora rischia altri 25 anni di carcere per la nuova accusa, secondo alcuni costruita proprio per cancellarla definitivamente dalla scena politica dell’Ucraina. Di qui prima l’ipotesi di un vero e proprio boicottaggio nei confronti del Paese co-organizzatore (con la Polonia) del campionato europeo di calcio, poi la decisione di molti leader di non essere presenti alle partite giocate a Kiev e nelle altre citta’ di quel Paese: oltre Cameron, hanno detto no la cancelliera Merkel e il primo ministro francese. Ora tocca all’Italia dare seguito all’impegno assunto pubblicamente dal ministro dello sport, sottolineando così la volonta’ di distinguere il nostro rapporto con la Polonia (ricordate il tifoso-Napolitano negli spogliatoi di Danzica per congratularsi con gli azzurri e abbracciare Buffon dopo Italia-Spagna?) dalla ferma condanna verso il comportamento del governo di Yanukovich; “un dittatore -ha scritto Yulia- che governa l’Ucraina sguinzagliando i suoi tirapiedi contro chiunque abbia il coraggio di protestare”. Ancora una volta, dunque, sara’ il calcio a raccontarci la Storia, a dirci se l’Europa, dilaniata da mille problemi e tensioni, possa ritrovare l’unita’ nel riaffermare i principi-cardine della democrazia e nel condannare chi li calpesta. Quel calcio che la Nazionale di Prandelli, pur tra tante contraddizioni (dalle incaute parole di Buffon sulle scommesse al coinvolgimento di due calciatori nell’inchiesta) vuole rendere vincente non tanto e non solo sul campo, quanto come veicolo di valori e messaggi positivi: basti ricordare la commossa visita degli azzurri al campo di concentramento di Auschwitz e la decisione di donare al fondo per i terremotati dell’Emilia gli eventuali premi in denaro erogati dalla Federazione.

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