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Walter Tobagi. Siddi: “Lezione più attuale che mai. Non c’è civiltà se si attenta alla vita degli altri”

 

Walter Tobagi “I drammatici rigurgiti di violenza degli ultimi tempi, che ci riportano alle vicende del terrorismo degli anni ’70 e ’80, evidenziano che non è mai risolto una volta per tutte il problema del rapporto violenza – democrazia. E c’è ancora chi, richiamando temi del disagio sociale, invoca il ricorso alla violenza contro la democrazia e le persone: schegge impazzite che non possono trovare accoglienza nella comunità civile. Non c’è civiltà, quando si attenta alla libertà e alla vita degli altri.” E’ quanto ha detto, Franco Siddi, segretario generale della Fnsi,  intervenendo a Milano alla commemorazione di  Walter Tobagi, grande giornalista del Corriere della Sera, assassinato in un agguato terroristico 32 anni fa, mentre era Presidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti.

La risposta alle difficoltà, la ricerca di declinare le complessità della crisi economica e sociale con il metodo della pratica della democrazia è la lezione di Walter Tobagi, oggi più attuale che mai. Intellettuale cattolico e socialista inquieto, Tobagi ha vissuto fino in fondo le sfide del proprio tempo. Ma, solo molto più tardi, ha avuto un unanime riconoscimento, soltanto dopo aver pagato con la vita la sua permanente testimonianza di libertà e di confronto aperto sul terreno delle idee anche con chi –anche prossimo ai terreni del terrorismo – era quanto più lontano da lui. Ecco perché oggi i giornalisti italiani gli dedicano un omaggio lontano da qualsiasi rito ma guardando al futuro e riproponendo la cultura del rispetto per l’informazione e della non violenza. La coincidenza con un altro anniversario tragico per il Paese – il 38° della strage di Brescia – e le cronache odierne del processo alle presunte nuove Br sotto accusa per le minacce al Sen. Ichino, richiamano tutti al dovere della testimonianza e dell’impegno democratico sul terreno delle idee e dell’azione sociale per cambiare l’ordine delle cose che non vanno. I giornalisti hanno il dovere  di recuperare tutta intera la condizione di libertà dell’informazione e il dovere professionale  dell’impegno perché sia garantito il pluralismo, perché il giornalismo non sia mai appiattito su interessi dei poteri o dei violenti ma sia condizione di qualità democratica della vita di un popolo. Più che mai oggi, in questa giornata della memoria, le parole di Tobagi, ancora studente, appaiono un monito per la nostra professione ‘il presente, da cui dipende il futuro, non può essere ignorato’. La buona informazione deve concorrere a superare questa ignoranza”. In precedenza, nella mattinata a Roma (nella sala a lui intitolata) il Segretario della Fnsi aveva ricordato Walter Tobagi durante il Congresso straordinario dell’Unione Stampa Sportiva Italiana.

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