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Quei piccoli slittamenti del governo tecnico

 

di Enzo Costa*
Detto con tutte le cautele del caso, evitando sentenze precipitose, astenendosi da semplificazioni comode comode, e però detto lo stesso, ricorrendo per prudenza estrema alla forma interrogativa: ma non notate anche voi certi slittamenti progressivi del governo tecnico? Io, come si intuisce dal mio stesso domandarvelo, quegli slittamenti li noto. E mi riferisco alla sola dimensione stilistica, escludendo per mia libera scelta giornalistica quella politica (ammesso e non concesso che oggi come oggi le due sfere siano separabili).

E dunque eccolo, l’algido esecutivo Monti, o meglio chi ne fa le veci private, inclinarsi spericolatamente verso l’estetica berlusconiana di Chi, attraverso tenere rivelazioni coniugali ed orgogliose pose fotografiche della signora Elsa, offertasi al servizio laudativo del già ideologo berlusconiano Signorini. Certo, quello della dolce metà del Premier è un concedersi sobrio al rotocalco dei vip del gossip e della politica (anche qui, non esattamente due pianeti antitetici), un prestarsi a quelle pagine di (vana)gloria contemporanea contenuto se non austero, di certo alieno (come ha scritto giorni fa Filippo Ceccarelli su Repubblica) alla magnificenza familiar-kitsch dell’allora Unto del Signore, e (figuriamoci!) alle successive patinature-fiction della terminale decadenza bungabunghesca, quando si tentò alla disperata di riverniciare di innocente presentabilità sbarazzina questa e quella preferita di Papi.

Ma comunque, con tutte le differenze, i distinguo, le variazioni di tono e di registro, un cedimento agli stilemi del fu Premier lo è. Tanto più ripensando all’esibito sconcerto con cui poche settimane prima il Professor Monti, fra una precisazione tecnica ed una chiosa economica fornite in tv a Lucia Annunziata, aveva parlato dell’inopinata apparizione su quel settimanale di sue foto d’infanzia. Per l’appunto: progressivi slittamenti stilistici del governo tecnico. L’approdo ufficiale, per interposta consorte, a Chi, e poi – preceduto e seguito da amareggiate precisazioni su fraintendimenti subìti e sconsolate constatazioni di notizie inventate di insana stampa (non l’avete già sentita?) – in quel di Seul, l’intrattenersi telefonico del capo del governo bocconiano con Cicchitto, con tanto di breve ma allarmante abbandono di Obama. La speranza è che non si tratti di una deriva ineluttabile: quando Monti, dopo una commovente apparizione di sua cugina dalla De Filippi, diserterà l’assemblea dell’Onu per rispondere per una mezz’oretta agli sms di Scilipoti, sarà troppo tardi.

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