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Mafioso pizzoso

 
Ma voi ci andreste a mangiare in un ristorante che si chiama “tumore maligno inguaribile”? Chiaro che no. Prima ancora di chiedervi come si mangia, sareste inorriditi (perdendo l’appetito) dal motivo che ha spinto il titolare a dargli quel nome.
Ora chiedetevi com’è che in Spagna (per puro caso, avrebbe potuto essere qualsiasi altro Paese)  non uno ma proprio una catena di ristorazione (italiana), ha titolato le sue pizzerie “La mafia” (mafia è scritto in maiuscolo, ma io mi rifiuto ndr) ottenendo, a quanto pare, non poco successo.
Un aiutino per rispondervi?
Fino a qualche decennio fa il nostro Paese non riconosceva la mafia: era delinquenza comune. Si viaggiava di pari passo al “delitto d’onore”. Dopo qualche centinaio di morti trucidati con o senza onore, il martirio di Dalla Chiesa e Pio La Torre ha costretto lo Stato a ufficializzarla istituzionalmente (cfr il 416bis c.p. e seguenti). Dunque s’è stabilito che esisteva un prodotto “nuovo”, ma quanto a metabolizzarlo (defecazione compresa) ancora oggi non sappiamo arrivarci a scoprire gli “ingredienti” che identificano il prodotto (l’ultimo verdetto di Cassazione nel caso Dell’Utri non aiuta). Un po’ come dire che stiamo ancora qui a pensare che, sotto certi aspetti, potrebbe pur essere commestibile e nutriente?! E’ possibile. Infatti quelle pizzerie ci hanno tirato su un business. Se noi, Paese esportatore di quel prodotto, ne avessimo inequivocabilmente sentenziato fin da subito la devastante tossicità cancerogena, potete star certi che quel nome non gliel’avrebbero mai dato.

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