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Ungheria: Arato, ”La democrazia sta lentamente ‘evolvendo’ verso la dittatura”

 

In Ungheria il presidente Viktor Orban, esponente del partito populista Fidesz, sta modificando la Costituzione con molte leggi liberticide, alcune riguardano anche la stampa. Lo sa bene Andras Arato (nella foto), direttore di Klub Radio. Un’emittente pluralista e attiva in campo civile e sociale, soprattutto dopo la svolta nazionalista del governo, che ora rischia di essere chiusa. Secondo le nuove  regole per l’asta delle frequenze, le radio ungheresi devono garantire il 60% di musica e il 25% di informazione locale. Parametri difficili da rispettare per un’emittente quasi completamente parlata. Articolo21 ha intervistato Andras Arato in occasione di un dibattito sulla libertà di stampa organizzato lo scorso sabato 11 febbraio dall’associazione Annaviva.

Direttore, costa sta succedendo veramente in Ungheria?
Nel nostro Paese sono in corso forti cambiamenti, dovuti anche alla crisi economica. Nell’ultimo anno e mezzo il partito di governo FIDESZ (quello dell’attuale premiere Viktor Orban ndr) si è avvicinato sempre di più all’estrema destra e ha emanato150 nuovi leggi. Ha cambiato la Costituzione e il nome della Repubblica Ungherese togliendo proprio la parola “Repubblica” dalla denominazione. La democrazia sta lentamente “evolvendo” verso una forma di dittatura, non si riesce più a capire dove siano i confini delle azioni democratiche e antidemocratiche e il governo non prende le dovute distanze dai gruppi estremisti.

Tra le modifiche alla costituzione che ha appena citato ce ne sono alcune che incidono sulla libertà di stampa. In che modo?
Io sono solo un semplice cittadino europeo e il proprietario di una piccola radio in un Paese con una lingua incomprensibile nel resto dell’Europa. Non posso esprimermi con criticità giuridica verso la nuova Costituzione. Però sono in grado di vedere che i membri del Consiglio di Stampa sono stati eletti dai rappresentanti di un solo partito e questo non è proibito da nessuna legge. La stampa, in buona sostanza, viene controllata dal governo.

Cosa pensa del sistema dei media italiani? Conosceva l’anomalia di Silvio Berlusconi?
Devo ammettere che ho visto molte somiglianze e situazioni parallele tra i nostri Paesi, ma non conosco la questione nel dettaglio.

La chiusura di Klub Radio è stata prorogata di due mesi, riuscirà a salvarsi?
La nostra era una piccola radio, ascoltata da circa 80mila persone. Dalle elezioni del 2010 (vinte da Orban con il 70% delle preferenze ndr) gli ascoltatori sono diventati circa 300-400 mila al giorno. Lo scorso anno abbiamo perso l’asta contro una radio con un capitale inferiore al nostro, ma che, come da regolamento, garantiva il 60% di programmazione musicale. Mi sono rivolto a un giudice, ma da allora lavoriamo in condizioni precarie, con due mesi di proroga ogni volta. Il lato positivo di questa faccenda è che siamo diventati famosi in tutta Europa, in America e addirittura in Giappone. Tra 45 giorni conosceremo il giudizio del tribunale amministrativo, ma dobbiamo sopravvivere anche se sarà negativo. Se non potremo più far sentire la nostra voce alla radio, lo faremo su internet. Tutte queste scuse tecniche sono in realtà una sorta di “guerra preventiva” alla stampa. Orban non vuole essere sbugiardato, ma non sa che quello che si dice in Ungheria, fortunatamente, viene ascoltato anche nel resto del mondo. Compresi i paesi democratici, che oggi ci danno la forza di resistere.

 

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