Un grido da Aleppo: “Popolazione allo stremo. Aiutiamo in ogni modo”

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La violenza ad Aleppo e nei dintorni non accenna a diminuire. Il centro Astalli: “Con il passare delle ore ci rendiamo conto di quanti sono i civili uccisi e feriti nell’ultimo nuovo giro di bombardamenti”. Padre Ripamonti: “La Siria siamo tutti noi. Entro Natale portiamo la pace ad Aleppo, non c’è più tempo da perdere”

ROMA – La violenza ad Aleppo e nei dintorni non accenna a diminuire. “Con il passare delle ore ci rendiamo conto di quanti sono i civili uccisi e feriti nell’ultimo nuovo giro di bombardamenti. L’altro ieri (14 dicembre) c’è stata una nuova ondata di attacchi con i razzi nella zona est di Aleppo: Al-Hamdanieh, Halab Al-Jdideh, Mugambo, Furqan, causando ingenti danni strutturali oltre che molti feriti”. A parlare della situazione è il Centro Astalli, che cita un messaggio del Jrs (Servizio dei Gesuiti per i rifugiati). Messaggio che continua: “L’afflusso di sfollati dalla parte est a quella ovest di Aleppo continua. Molti di loro sono stati trasportati al campo di  Mahalej con dei pullman. Circa 11 mila sfollati sono stati registrati con le loro famiglie ad Aleppo ovest e nelle zone rurali. Il Jrs continua ad assistere senza riserve gli sfollati e tutte le vittime del conflitto in qualsiasi modo ancora possibile”.
“Dopo la sospensione di un giorno delle attività a causa dei bombardamenti che hanno colpito anche le strutture dei gesuiti, il team del JRS è tornato a lavoro: ad assistere le famiglie rimaste vittime degli attacchi, facendo la valutazione dei bisogni e dei danni materiali subiti. ‘Il JRS continua a condannare ogni violenza ed esorta tutte le parti coinvolte a cessare immediatamente le ostilità; e prega che ritorni la pace’”.

Questo è l’ultimo messaggio arrivato oggi dai colleghi del JRS, che – come detto – il Centro Astalli diffonde in Italiano per chiedere a istituzioni nazionali e sovranazionali, a tutta la comunità internazionale di attivarsi in maniera concreta e definitiva per salvare i civili, per dare vita a processi di pace, per interrompere il genocidio che si sta consumando quotidianamente in Siria.
L’appello del Centro Astalli è nelle parole del presidente, padre Camillo Ripamonti: “La popolazione è allo stremo. Questa non può essere solo una preoccupazione delle ong attive ancora ad Aleppo. Non possiamo lasciarli soli. La Siria siamo tutti noi. Entro Natale portiamo la pace ad Aleppo. Serve ora un doveroso sforzo politico, non c’è più tempo da perdere.”

Da redattoresociale


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