C’è qualcosa di molto preoccupante nell’avviso di conclusione delle indagini per associazione a delinquere finalizzata a diffamare, perseguitare e screditare il giornalista Vincenzo Iurillo, un cronista del Fatto quotidiano di cui ci siamo già occupati a luglio. Iurillo infatti non è l’unica vittima del sodalizio. E il quadro che emerge dagli atti depositati illustra un territorio sotto scacco. Quello della penisola sorrentina. Terrorizzato dal pericolo di finire in un tritacarne mediatico, dove il “giornalismo” – abbinato a un uso spregiudicato dei social, in un rilancio reciproco continuo – era diventato una clava per colpire i nemici e aiutare gli amici.
Il pm di Torre Annunziata Marta Agostini accusa infatti i quattro indagati – uno noto alle cronache di Articolo 21, Michelangelo Scannapieco – di aver agito anche contro “ulteriori soggetti operanti nella vita istituzionale, amministrativa, professionale e imprenditoriale della penisola sorrentina”. Ipotizzando una serialità, un metodo, dietro la macchina del fango. Che si azionava – è il pm a scriverlo, a pagina 2 dell’avviso – appena qualcuno non si allineava ai desiderata del capo e promotore del sodalizio, e di rimbalzo a quelli dei suoi coindagati. Raccontandone i processi e le condanne, ad esempio. O i rapporti con l’ex sindaco Massimo Coppola, arrestato per tangenti. O le mancate demolizioni degli abusi contestati. O semplicemente per ritorsione a vicende di piccolo cabotaggio, mettendo in pubblico liti private, e colpendo la vittima di turno – e gli amici della vittima di turno – sino allo sfinimento.
In Penisola Sorrentina si è vissuti nel Mondo di Sottosopra. Testate giornalistiche e associazioni autodichiaratesi antimafia non sono state usate per difendere la legalità sul territorio, ma per commettere reati. L’associazione a delinquere – Michelangelo Scannapieco, Luigi Vizioli, Gaetano Milone, Andrea Cretella – puntava così a condizionare la regolare attività amministrativa e le scelte della politica locale. Tramite un logo ‘anticorruzione’ fondato da Cretella e messo a disposizione di Scannapieco e Vizioli, e un paio di settimanali, Sireon 7 e Sireneo, nonché una testata web “Lo Strillo della Penisola”: strumenti usati per veicolare le attività persecutorie e ‘candeggiare’ l’immagine dei persecutori, farne dimenticare i trascorsi. Ammantando di credibilità le campagne denigratorie e ritorsive, spesso condotte con toni grevi e ingiuriosi.
Tra gli indagati, due, Scannapieco e Milone, sono iscritti all’ordine dei giornalisti. Un terzo, Vizioli, collaborava con una delle testate citate nell’avviso tra gli strumenti del sodalizio. E continua a scrivere articoli su un settimanale nato dalle ceneri di quell’esperienza.
Chi ha letto le carte e le due informative dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata ha trovato decine di presunte vittime di questo metodo diffuso sulle due costiere: ex sindaci, ex vice sindaci, ex assessori e consiglieri comunali, in carica e non, due segretari comunali, un avvocato, un impresario, altri due giornalisti, imprenditori del turismo e della ristorazione, albergatori, dirigenti di polizia municipale e di pubblica sicurezza.
Alcuni hanno denunciato, hanno portato a casa condanne per diffamazione. Altri non hanno denunciato. Tutti erano, allo stato, ignari che dietro ci potesse essere un disegno unitario. Uno ha preferito andare via, lasciare questo territorio, andare a lavorare altrove. Si chiama Carmine Bucciero ed è stato il vice comandante dei vigili urbani di Sorrento. Del suo caso si è occupata la commissione prefettizia che aveva proposto lo scioglimento per camorra dell’ente.
Insultato e diffamato per anni da Scannapieco con striscioni stradali, sui social, sullo “Strillo”, accusato di nefandezze, di non essere un vigile onesto, Bucciero ha trascinato alla sbarra il suo diffamatore. Ma si è arreso quando il Comune di Sorrento ha deciso di non costituirsi parte civile nel processo, nonostante tre solleciti scritti della Cgil al sindaco di Sorrento. Quel Massimo Coppola che, guarda caso, non è mai stato bersaglio di queste campagne. Iniziate contro Bucciero, guarda caso, quando questi aveva avviato controlli sugli abusi edilizi di Scannapieco.
Ora pare che la musica sia cambiata. Il nuovo sindaco, Corrado Fattorusso, compulsato da un’interrogazione del consigliere Eduardo Fiorentino, ha dato mandato agli uffici legali comunali di denunciare chiunque attenti alla reputazione dei dirigenti e funzionari dell’ente. Stavolta erano finiti sotto attacco la segretaria generale, il legale di supporto all’anticorruzione, l’architetta funzionaria e il dirigente capo dell’ufficio antiabusivismo. Indovinate cosa li accomunava? Si erano tutti occupati, a vario titolo, degli abusi edilizi di Scannapieco. Tre villette a poca distanza dal centro. Una è stata demolita il 16 luglio, su ordine della procura di Torre Annunziata guidata da Nunzio Fragliasso, il magistrato che ha coordinato le indagini della Finanza sul ‘Sistema Sorrento’. Scannapieco ha diffamato anche lui, con due fotomontaggi, accusandolo di non essere imparziale e mettendo la sua foto accanto a quella del procuratore. Pochi giorni dopo il consiglio comunale di Sorrento ha votato all’unanimità una mozione di solidarietà a Fragliasso. Qualcosa, lentamente, sta cambiando.
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(Nella foto la Procura di Torre Annunziata)
