Emfa, la grande incompiuta

“Il cuore dentro alle scarpe”, in viaggio con Damiano Coletta in una città chiamata Latina

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Il cittadino Damiano Coletta ha scritto un libro sulla sua esperienza da sindaco di Latina e lo ha fatto col cuore. Forse perché nella vita è un cardiologo o perché l’esperienza di amministrare la città che sembrava inespugnabile da forze politiche che non fossero di destra richiedeva più sentimento che ragione o perché quella stagione andava cristallizzata per capire meglio il luogo di cui il libro parla, un posto complicato che ti fa arrabbiare ma che si lascia amare. C’è tutto questo in “Il cuore dentro alle scarpe” che cita una delle migliori poesie del principe De Gregori, edito da “Atlantide” poche settimane fa. Verrà presentato venerdì 30 ottobre (alle 17:45 nel Parco Ex Evergreen, Via Roccagorga, a Latina). Il lettore che non conosce i luoghi scopre un mondo fatto di grandi aspirazioni e molti incubi. L’autore, accompagnato con evidente complicità narrativa da Patrizia Migliozzi, attivista, portavoce di Articolo21 Latina e molte altre cose, descrive gli anni della sua amministrazione, tra il 2016 e il 2023, partendo dal punto più bello sul piano geografico e, al tempo stesso, il più pericoloso, il mare. In quella fetta di territorio si è consumato un sacco di cemento vistoso, ma non solo. E’ lì che è emersa in tutta la sua potenza l’impronta della criminalità organizzata locale e infatti alla famosa vicenda dei chioschi è dedicata una parte assai ampia del viaggio che Coletta compie attorno alla realtà del capoluogo pontino. Questo libro nasce probabilmente dal tentativo di capire, a posteriori, cosa quell’esperienza abbia significato: non solo per chi l’ha vissuta dall’interno, ma per chiunque voglia riflettere su cosa significhi fare politica in Italia oggi, in una città media del Centro-Sud, con la criminalità organizzata che bussa alle porte e la sfiducia civica come paesaggio quotidiano. L’epigrafe di Che Guevara in apertura (“Quando si sogna da soli è solo un sogno; quando si sogna in due comincia la realtà”) dice molto dell’ambizione del progetto: unire la dimensione personale a quella collettiva, trasformare l’esperienza individuale in memoria condivisa. E di narrazione personale, anzi intima c’è molto in questo libro, l’autore si sofferma molto su come ha  vissuto la gestione della città durante il covid e poi quasi si confessa con i lettori quando descrive il suo personale “mal di cuore” che gli fatto guardare la sanità da paziente, dopo essere stato tanti anni dall’altra parte.

La prefazione di Beppe Giulietti, coordinatore e “anima” di Articolo 21, inquadra subito il libro in una cornice più ampia, richiamando Don Lorenzo Milani, Gramsci, i lenzuoli bianchi di Palermo. È una prefazione densa e militante, che rischia di caricare il testo di aspettative ideologiche, ma ha il merito di essere onesta sulle sconfitte e non solo sulle vittorie. C’è ovviamente spazio per ciò che fu fatto durante l’amministrazione, ma, oggettivamente, il meglio della lettura arriva quando sia Coletta che Migliozzi lasciano entrare le emozioni, gli incontri con la gente comune e anche quelli con i rappresentanti istituzionali del territorio, nonché la descrizione di cosa è stato  il movimento civico “Lbc”, pilastro della vittoria alle amministrative del 2016 e poi dell’amministrazione che ne è seguita.

Serviva un’altra autobiografia di un sindaco italiano? Sì, perché questa si porta dietro uno spaccato d’Italia che molti non conoscono e talvolta nemmeno sospettano. E forse questa storia può contribuire in modo elegante a smentire un luogo comunale sulla città, “solo e sempre di destra”, quasi confinato dentro uno stereotipo. “Il cuore dentro alle scarpe” ferma l’obiettivo su tutto il resto, sul welfare diverso e possibile oltre i millemila palazzi costruiti a caso, sui parchi programmati e lentamente divenuti realtà, sul rispetto dei quartieri, sulla possibilità di alzare la testa ed essere parte civile nei processi di mafia.

La copertina del libro è opera di Fabrizio Gargano, già autore di mostre straordinarie e parte di un progetto portato avanti con Articolo 21 sugli spazi della città dedicati ai giornalisti per i quali si chiede verità e giustizia.
Un libro, tante volte, non è solo un libro.


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