Emfa, la grande incompiuta

Netanyahu perde consensi, ma in Israele non c’è una maggioranza chiara

0 0
Il primo ministro Benjamin Netanyahu e il suo principale rivale, l’ex capo militare Gadi Eisenkot, non ottengono una vittoria netta, anche se il Likud risulta primo partito. Secondo il Canale 12 di Israele, il blocco del primo ministro crolla dai 68 seggi della precedente Knesset a 50, mentre l’alleanza cresciuta intorno a Eisenkot ottiene 52 seggi. Gli exit poll indicano che i partiti arabi raggiungono il record tra 17 e 18 seggi. Per la vittoria assoluta sono necessari 61 dei 120 seggi della Knesset. Nella storia politica del Paese, nessun singolo partito ha mai ottenuto la maggioranza di seggi nel parlamento israeliano, e i governi si formano invece attraverso alleanze. I funzionari stanno procedendo con il conteggio dei voti. I risultati definitivi sono attesi stasera, secondo le previsioni della Commissione elettorale, ma la formazione della coalizione potrebbe richiedere giorni o addirittura settimane.
 
Le reazioni.

“Gli exit poll mostrano una totale sfiducia verso Netanyahu. Agirò immediatamente per attuare la decisione del popolo e sostituire il governo di Netanyahu”, annuncia il leader di Yashar, Gadi Eisenkot. I suoi sostenitori esultano presso la sede del movimento a Tel Aviv, sventolano bandiere israeliane e del movimento, scandendo slogan come ‘Bibi, torna a casa’ e ‘Chi sta arrivando? Il prossimo primo ministro!’. “Non lasciatevi confondere: il blocco di Netanyahu ha subito una grave sconfitta. Si tratta di un crollo totale; l’opinione pubblica ha detto loro di andare a casa”, sostiene Yair Lapid, ex premier e numero due del partito di opposizione Insieme. “Trasformeremo i seggi che abbiamo conquistato in una nuova realtà per il Paese”, dichiara il leader della Lista Araba Unita o Ràam, Mansour Abbas. “L’opinione pubblica ha espresso la sua voce, ha cacciato il governo Netanyahu. Abbiamo ricevuto un’opportunità storica per formare un governo del cambiamento autentico in Israele e non intendiamo rinunciarvi”, esulta il leader di Democratici, Yair Golan.

L’affluenza alle urne raggiunge i livelli più alti degli ultimi 50 anni. 
L’affluenza alle urne raggiunge i livelli più alti degli ultimi anni, cioè dalle rilevazioni del 1999. L’appuntamento elettorale era considerato un vero e proprio referendum sulla leadership di Netanyahu dopo gli attentati del 7 ottobre 2023. Le ragioni della sconfitta del primo ministro sono da ricercare nella gestione della sicurezza e degli ostaggi dopo gli attentati di Hamas, nella trasparenza con i processi di corruzione che vedono imputato Netanyahu, ma anche nell’andamento dell’economia e nell’aumento del costo della vita. 

Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.