Emfa, la grande incompiuta

Un Governo che non fa sognare i giovani dovrebbe dimettersi

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I cortei degli studenti, a Bologna come a Milano e in altre città, hanno smentito le previsioni catastrofiche del Governo Meloni. Nello stesso tempo non si può dire che nulla sia successo.

Dobbiamo analizzare gli eventi partendo dal fatto che il Governo, in grande difficoltà, ha tutto l’interesse che i contenuti delle tante manifestazioni vengano oscurati, dai media grande spazio alle azioni violente quasi nullo quello dedicato alle motivazioni che spingono i giovani a manifestare, bastava scorrere i titoli delle prime pagine di domenica scorsa:  la Repubblica “Città blindate, scontri e rabbia”; Il Resto del Carlino “Cortei e scontri nelle città, ma niente assalti ai negozi”; Corriere della Sera “Scontri e fermi, ma niente saccheggi”; Libero “Le devastazioni dei maranza: non è disagio è Islam”; “La Stampa “Un’onda in piazza, fermi e tensioni”; Il Messaggero “Scontri in piazza ma niente saccheggi funzionano i fermi”; Il Riformista: “Ogni maledetto sabato”.  

La cronaca parla di violenza nei confronti delle forze dell’ordine e dei comercianti, secondo l’informazione i giovani portano solo disordine nelle città ma i fatti non coincidono sempre con quello che viene scritto: l’obiettivo è quello di continuare ad alimentare nei cittadini la paura: negozi blindati, ristoranti chiusi e il Governo aggiunge un altro decreto sicurezza ai sette già approvati da quando la Meloni è a Palazzo Chigi.  Sabato scorso, in una Bologna militarizzata, erano oltre duemila i giovani autoconvocati in piazza Maggiore. Da lì è partito un corteo spontaneo e pacifico con canti e slogan che da via Ugo Bassi è arrivato in via Marconi, poi in piazza dei Martiri, con gli studenti sempre scortati dalle forze dell’ordine. Qui è accaduto di tutto, è stata la Celere che ha iniziato l’assalto tentando di comprimere il corteo. La sensazione è stata quella di una polizia impreparata a causa delle tante vie di fuga da bloccare, gli studenti di conseguenza hanno reagito, così è iniziato il lancio di gas lacrimogeni, manganellate, poi gli idranti hanno cominciato a funzionare sui manifestanti e anche sulle persone che sotto i portici e sui marciapiedi osservavano il corteo, come dimostrano le foto scattate da Franco Pannacci.
Fino a quel momento la manifestazione si stava svolgendo in un clima tranquillo. 

Tutto quello che è accaduto a Bologna in piazza dei Martiri era evitabile.

Gli studenti continueranno ad andare in piazza perché è in gioco il loro futuro, non hanno più una prospettiva economica: gli affitti di un posto letto nelle città universitarie sempre più cari, il costo delle iscrizioni aumentano, come quello dei testi e dei mezzi di trasporto.

Su un cartello c’era scritto: “Voi non ci fate sognare”.

E’ vergognosa l’indifferenza che regna nei loro confronti principalmente da parte della politica, gli studenti chiedono di essere ascoltati non di essere aggrediti come è accaduto nel salotto di Bruno Vespa, se la Rai fosse la Rai e non TeleMeloni nei suoi confronti sarebbe intervenuto il Comitato Etico.

Non si deve sottovalutare questa protesta. E’ una vergogna che il ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara in quattro anni non abbia trovato un momento per approfondire i loro bisogni, ascoltarli. Solo il 30% degli studenti riesce a laurearsi in corso e quanti sono quelli che sono costretti ad abbandonare lo studio?

Un Governo che sta dalla parte dei giovani non dovrebbe negargli il futuro.

 

Foto di Franco Pannacci


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