Per essere cittadini più consapevoli

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E’ stato presentato, nei giorni scorsi, al Salone del Libro di Torino, il terzo volume “Atlante delle mafie – Storia, economia, cultura e società” (editore Rubbettino), curato da Enzo Ciconte, Francesco Forgione, Isaia Sales, tre “autorità” nel campo della conoscenza del fenomeno mafioso, nazionale e internazionale, in particolare, Ciconte considerato il massimo esperto di ‘ndrangheta. Un ulteriore, straordinario contributo per la formazione dei “nuovi cittadini”, che dovrebbe rappresentare la preoccupazione principale di uno Stato civile, se è vero, come è vero, che un “Paese vale per quello che sa”. In un momento storico politico in cui continuano ad esserci sottovalutazioni, ambiguità, indulgenze, in alcuni casi vere e proprie ipocrisie e falsità, le riflessioni contenute nei saggi che compongono il volume, possono aiutare a far comprendere meglio fenomeni criminali complessi e a stimolare l’impegno di tutti a contrastare le mafie, per restituire fiducia e speranza ai cittadini. L’Atlante, che è la naturale prosecuzione degli altri due volumi (sempre editi da Rubbettino) usciti negli anni recenti, è “..improntato a indagare, con un approccio culturale libero, ma solido, con metodo scientifico scevro da vincoli ideologici e da facili stereotipi, l’essenza di un fenomeno criminale che ha origini lontane e profondamente connotate” (dalla presentazione a cura della Fondazione Unipolis).

La pervasività delle mafie italiane è straordinaria e duratura, non solo sul territorio nazionale ma, ormai da anni, in molti Stati europei, americani, africani, in un intreccio sempre più forte con settori della politica e dell’economia. Le mafie si sono modernizzate, sottolineano i curatori del volume, infiltrandosi nell’economia di importanti nazioni dove pure vengono riciclati ingenti profitti derivanti dai traffici illeciti. E su questo punto si concentrerà l’attenzione del prossimo numero dell’Atlante, come già annunciato dagli stessi autori nella parte introduttiva. I traffici di droga, di armi, di persone, continuano ad essere gli ambiti privilegiati delle mafie italiane e straniere. Un mondo criminale che ha trasformato alcuni paesi in veri narcoStati. All’Atlante delle mafie hanno collaborato, con preziosi contributi, undici tra magistrati, giornalisti, storici e ricercatori, tra cui Giuseppe Pignatone e Michele Prestipino (“Le mafie su Roma, la mafia di Roma”), Gaetano Savatteri (“La Stidda. Mafia nella terra di zolfo”), Antonio Mazzitelli ( Criminalità organizzata e narcotraffico in Messico”), Alexander AraujoDe Souza (“Brasile: criminalità violenta in via di organizzazione e terreno fertile per le mafie straniere”). Interessante, poi, il saggio (“Narcotraffico in America Latina”) del nostro collaboratore Piero Innocenti, già questore in alcune sedi, che, dopo la sua esperienza pluriennale in Colombia come esperto antidroga, ha continuato nella sua attività di analista e di studioso della c.o. collegata al narcotraffico ( e alla tratta delle persone) e, in questo settore, scrive, da alcuni anni, con riviste antimafia, quotidiani locali e on line tra cui, appunto, Liberainformazione.

L’Atlante si chiude con una puntuale ( e impressionante) cronologia curata da Giovanni Colussi e Riccardo Guido, che, dal gennaio 1983 all’ottobre 2013, annotano i drammatici eventi di carattere mafioso che hanno contraddistinto la vita della nostra Repubblica.

Da liberainformazione.org


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