Migliaia di persone hanno attraversato ieri sera il centro di Valletta per manifestare solidarietà alla famiglia di Daphne Caruana Galizia e chiedere nuove garanzie per la libertà di stampa, la tutela dei giornalisti e il contrasto all’impunità.
La manifestazione, organizzata da Repubblika e Occupy Justice e sostenuta da numerose organizzazioni della società civile, associazioni e testate giornalistiche maltesi, è partita davanti al Parlamento e ha percorso Republic Street fino a Great Siege Square, davanti al tribunale. Molti partecipanti hanno portato una candela, in un gesto che ha unito protesta civile e memoria.
La mobilitazione si è svolta a pochi giorni dalla conclusione del processo contro Yorgen Fenech. Gli organizzatori hanno ribadito il pieno rispetto per il verdetto della giuria, sottolineando tuttavia che l’esito del processo non cancella le responsabilità politiche e istituzionali emerse dopo l’assassinio di Caruana Galizia.
Al centro degli interventi è tornata l’inchiesta pubblica del 2021, che aveva concluso che lo Stato maltese aveva contribuito a creare una cultura dell’impunità e non aveva fatto abbastanza per proteggere la giornalista.
Per Repubblika, il nodo resta quindi anche europeo: l’assassinio di una giornalista investigativa dentro l’Unione Europea e la lentezza con cui sono state attuate le successive riforme riguardano direttamente la capacità delle democrazie europee di proteggere chi indaga sul potere.
Tra le richieste rilanciate dalla piazza figurano l’attuazione completa delle raccomandazioni dell’inchiesta pubblica, una maggiore indipendenza della polizia, strumenti più efficaci contro criminalità organizzata e abuso d’ufficio, e garanzie più forti per l’indipendenza e la sicurezza dei giornalisti.
Un messaggio particolarmente forte è stato rivolto alla famiglia di Daphne: “Non siete soli”. Le nipoti Megan e Amy Mallia sono intervenute all’inizio della serata.
Nel corso degli interventi è stato ribadito che la battaglia per la giustizia non si esaurisce in una manifestazione né in nove anni di proteste. Il messaggio rivolto alla piazza è stato quello della continuità dell’impegno civico: senza cittadini disposti a difendere verità, libertà di stampa e responsabilità pubblica, la democrazia si indebolisce.
La serata si è conclusa con l’inno nazionale e con la deposizione di fiori e candele al memoriale dedicato a Daphne Caruana Galizia.


