Emfa, la grande incompiuta

Malta, assolto Yorgen Fenech per l’omicidio di Daphne Caruana Galizia. ECPMF: “Messaggio inquietante a chi attacca e uccide i giornalisti”

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Parigi – Quasi nove anni dopo l’assassinio di Daphne Caruana Galizia, Malta torna al centro sul dibattito sulla libertà di stampa dopo un’assoluzione che sa di beffa e di colpo inferto a tutti i giornalisti minacciati e a coloro che indagano sulla corruzione. Un tribunale maltese ha assolto l’imprenditore Yorgen Fenech dall’accusa di essere stato il mandante dell’omicidio della giornalista investigativa, uccisa il 16 ottobre 2017 dall’esplosione di un’autobomba nei pressi della sua abitazione.La decisione ha provocato la dura reazione della famiglia. I familiari di Caruana Galizia hanno denunciato una sentenza che le nega “la giustizia che merita”. Il figlio, Matthew Caruana Galizia, ha parlato di una “terribile decisione” dalla quale il Paese potrebbe “non riprendersi mai”.

Critiche anche dalle organizzazioni per la libertà di stampa. L’European Centre for Press and Media Freedom (ECPMF) ha affermato che il verdetto invia “un messaggio inquietante a chi attacca e uccide i giornalisti”. Reporters Sans Frontieres (RSF) si è detta “oltre l’indignazione”, sottolineando che, a quasi nove anni dall’attentato, le autorità maltesi non sono ancora riuscite a individuare e condannare chi avrebbe ordinato l’assassinio. Caruana Galizia, 53 anni, era una delle giornaliste investigative più conosciute di Malta. Le sue inchieste avevano messo in luce casi di corruzione e legami opachi tra politica e affari. La sua uccisione provocò una crisi politica senza precedenti e contribuì alle dimissioni, nel gennaio 2020, dell’allora primo ministro Joseph Muscat, finito sotto pressione per la gestione dell’inchiesta.

Fenech, imprenditore attivo nei settori dell’energia e del turismo, era stato arrestato nel 2019 mentre cercava di lasciare Malta a bordo del suo yacht. Secondo l’accusa, avrebbe ordinato l’omicidio perché la giornalista era prossima a pubblicare informazioni compromettenti. La giuria non ha però ritenuto sufficienti gli elementi per condannarlo come mandante. Cinque persone sono già state condannate per il loro coinvolgimento nel delitto. Nel giugno 2025 Robert Agius e Jamie Vella sono stati condannati all’ergastolo per aver fornito l’esplosivo. I fratelli George e Alfred Degiorgio e Vince Muscat stanno invece scontando pene detentive per il loro ruolo nell’esecuzione materiale dell’attentato. Resta quindi aperta la questione centrale: chi ha ordinato l’assassinio?

Il caso aveva già sollevato pesanti interrogativi sul funzionamento delle istituzioni maltesi. Nel luglio 2021, un’inchiesta pubblica indipendente condotta da tre giudici concluse che lo Stato doveva “assumersi la responsabilità” per non aver protetto Caruana Galizia e per aver contribuito a creare un “clima di impunità”. Il rapporto parlava inoltre di un ambiente politico che aveva favorito l’assassinio e di elementi secondo cui gli autori potevano ritenere di beneficiare di protezioni ai più alti livelli dello Stato. Per ECPMF e RSF, l’assoluzione di Fenech rischia dunque di avere conseguenze che vanno ben oltre Malta. Gli esecutori materiali e coloro che hanno fornito la bomba sono stati condannati, ma resta ancora senza una risposta giudiziaria definitiva la questione più importante: chi ha ordinato la morte di una delle giornaliste più scomode del paese? È proprio questo silenzio plumbeo su una domanda fondamentale a rendere il caso Caruana Galizia una ferita dolorosa ed aperta per la libertà di stampa in Europa.


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