Giornalismo sotto attacco in Italia

L’Umbria Democratica e Antifascista; in ricordo dei Fratelli Cervi

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Allerona Pastasciutta Antifascista più di 100 persone hanno partecipato a questo
appuntamento.
Iniziativa promossa da Anpi, Art.21 presidio orvietano e Comune di Allerona.
Molti i giovani che hanno voluto così testimoniare la loro unità con chi più anziano ha continuato a tenere alta la memoria di una resistenza ancora più attuale rispetto alla
situazione politica odierna. Gli interventi di un giovane storico che ha ricostruito l’origine
della pastasciutta antifascista promossa da Alcide Cervi, padre dei sette martiri suoi figli,
dopo lui è intervenuta la segretaria regionale della Cgil, sottolineando come l’attacco ai
diritti dei lavoratori attraverso il chiaro tentativo di condizionare l’azione sindacale, con
leggi e norme che nel concreto tentano di limitare mobilitazioni, scioperi, trasformando
ogni iniziativa in problema di ordine pubblico, ha fatto poi un appello a sottoscrivere la
campagna di presentazione delle due leggi di iniziativa popolare sulla sanità pubblica e
sugli appalti, ricordando inoltre che la Cgil non permetterà di modificare la Carta
Costituzionale e si mobiliterà insieme alle forze che sono già attive in questo percorso.
Per art.21 è intervenuto il portavoce del presidio orvietano Giuliano Santelli che ha
illustrato l’appello sottoscritto da 172 Costituzionalisti contro la legge elettorale truffa e il tentativo di imbavagliare la informazione attraverso l’attacco ad ogni pensiero critico, non è solo la vicenda di Sigfrido Ranucci e il tentativo di cancellare trasmissioni come Report, ma tutto ciò che rappresenta critica al governo Meloni. E allora chiudere Caterpillar,
Stefano Massini e la sua trasmissione, togliere dal video Serena Bortone, ridimensionare
trasmissioni come presa Diretta, persino lo spazio radiofonico a Pietrangelo Buttafuoco
per aver disobbedito come presidente della Biennale di Venezia alle pressioni per chiudere
il padiglione Russo, mentre nessuna limitazione per quello Israeliano, e ancora la sparizione di uno storico come Franco Cardini. In somma una tv che parla a rete unificate dell’omicidio di Garlasco, della famiglia della Casa del Bosco, di Roggiano, ma poco dei conflitti sociali la cancellazione della condizione dei migranti nelle nostre campagne e del caso del cittadino marocchino ucciso a Bologna.
Ieri Paciano, oltre 150 persone fino a notte fonda, nel pomeriggio gli interventi di Beppe
Giulietti portavoce nazionale di art.21 che ha indicato il pericoloso e vero obiettivo del
Governo Meloni, riscrivere la Costituzione Antifascista cancellare ogni pensiero critico,
ridimensionare il ruolo del capo dello stato e togliere di mezzo ogni autorità intermedia di
controllo, cancellare l’autonomia della magistratura e ogni forma di dissenso, attraverso il ferreo controllo dell’informazione, introdurre sistematicamente decreti sicurezza che impediscano ogni forma di dissenso, trasformando ogni manifestazione in problema di ordine pubblico. Giulietti infine ha indicato la necessità di un grande fronte unitario di lotta,
che veda come ci ha insegnato la resistenza il superamento di divisioni spesso legate a
personalismi di un ceto politico che pare non aver capito il messaggio uscito dalla vittoria
del referendum.
Poi è intervenuto Halassan Selmi giornalista di Gaza “Continuate ad essere la nostra voce”, è una frase che ripete spesso Selmi. “Anche
solo un gesto di solidarietà nel mondo ci basta per farci sentire meno soli”, ringrazia, sottolineando tuttavia quanto sia importante non abbassare la guardia. “Servono sempre più voci per raccontare la realtà della Striscia di Gaza. I media principali parlano da mesi di cessate il fuoco, di “pace”, e di Gaza che diventerà una “riviera””, racconta Selmi, arrivato in Italia grazie ad una borsa di studio dell’Università di Siena. “Ma sul campo la situazione continua a peggiorare. Le uccisioni non si sono fermate, i carri armati continuano a occupare la Striscia, la linea gialla avanza ogni giorno. La gente continua a morire di fame, gli ospedali sono ancora senza medicine, e gli
operatori sanitari continuano a dare speranza ai feriti senza poter davvero guarirli. Tutto
ciò avviene perché la macchina della guerra internazionale continua ancora a supportare
questo meccanismo di violenza”.
Dopo due anni e mezzo in cui l’assedio israeliano ha ucciso oltre 75mila persone, di cui il 70% donne e bambini – dati riconosciuti lo scorso gennaio anche dalle IDF, nonostante diversi studi indicano che le morti potrebbero essere ben più alte – le operazioni di Tel Aviv hanno provocato la morte di oltre 700 palestinesi nonostante il cessate il fuoco dell’11 ottobre 2025. E in una situazione mondiale “distratta” dalla guerra tra Iran, USA e Israele, a Gaza oggi si rischia la vita anche per cause
apparentemente minori, ma che si aggiungono alle catastrofiche condizioni umanitarie in
cui i palestinesi della Striscia vivono attualmente. “In questi giorni a Gaza si soffre a causa di ratti che stanno invadendo le tende di fortuna della gente sfollata, che rappresenta
la maggior parte della popolazione dato che di case ne sono rimaste pochissime.
Oggi infine anche Terni 400 persone la rete antifascista contro la truffa della legge
elettorale, per la democrazia contro i falsi decreto Sicurezza per impedire il Bavaglio
all’informazione, contro la strategia della internazionale nera della guerra


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