Almeno 5 palestinesi sono stati assassinati a sangue freddo. Le immagini girate a Til, villaggio palestinese a sud di Nablus in Cisgiordania, sono drammatiche. Le troviamo in rete, senza neanche troppa fatica a conferma che le informazioni sulle violenze dei coloni ormai sono acquisibili solo su internet, viste le omissioni degli organi di informazione ufficiali. Le incursioni dei coloni sono quotidiane. In questo caso gli assalitori arrivavano dall’insediamento di Havat Gilad. I palestinesi hanno affermato di essere stati vittime di attacchi premeditati alle loro abitazioni. L’esercito israeliano non ha protetto i palestinesi ma è intervenuto a supporto dei coloni. I colpi di arma da fuoco hanno provocato anche numerosi feriti. Il villaggio è stato successivamente circondato dall’IDF che ha occupato abitazioni, interrogato civili e arrestato una quarantina di palestinesi. Un ufficiale israeliano avrebbe perso la vita. Raid punitivi si sono poi scatenati da parte dei coloni in altre aree della Cisgiordania occupata provocando incendi ad abitazioni e terreni agricoli e numerosi feriti. Questo è ciò succede quotidianamente in Cisgiordania mentre Il Ministro Ben Gvir si fa riprendere a Gerusalemme vecchia mentre grida all’indirizzo di un palestinese residente: “questa è casa mia, ci riprenderemo tutto”. Ancora una volta è la rete a fornirci audio e immagini. Dopo Gaza è la Cisgiordania l’obbiettivo dell’espansione coloniale israeliana che poco ha a che fare con la sicurezza e molto con la volontà di occupare terre e cacciare i palestinesi. E pare che questa strategia non trovi alcuna opposizione, alcuna forma di contrasto da parte della comunità internazionale. Israele incassa il tacito assenso anche della Comunità Europea e del governo italiano. I palestinesi sono soli, vittime indifese che il mondo immola alla politica espansionistica di Israele. Intanto si fanno i calcoli: per ricostruire Gaza occorrono 71,4 miliardi di dollari una cifra spaventosa che, secondo l’Oxfam, riflette solo una parte dell’impatto reale dell’opera di sistematica distruzione iniziata nel 2023. La Palestina sta per essere fagocitata, inghiottita con tutti i suoi abitanti. E pare davvero che, con poche eccezioni, ai governi del mondo vada bene così.
