Giornalismo sotto attacco in Italia

Un referendum vinto, nonostante i tentativi di broglio politico e mediatico

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Milioni di grazie, tra questi in prima linea, il fatto, a quanti hanno davvero speso ogni energia per la vittoria del No e per la tutela della Costituzione antifascista.

Sarebbe, tuttavia, ingeneroso dimenticare il ruolo della presidente Meloni, del sottosegretario Mantovano, del ministro Nordio, della signora Bartolozzi, del sottosegretario Meloni, per citarne solo alcuni.

La presidente ha deciso, come Renzi a suo tempo, di scendere in campo e di chiedere un voto sul governo. Ora dovrebbe seguire le orme di Renzi che, dopo la sconfitta, decidere di salutare.

Il ministro Nordio, con la fedelissima Bartolozzi, hanno evocato complotti, plotoni di esecuzione, magistrati paramafiosi. Che Dio ce li conservi per le prossime elezioni politiche.

Mantovano ci aveva spiegato che i cattolici avrebbero votato tutti Sì; non lo ha ascoltato neppure il cardinal Zuppi.

Il presidente La Russa ci aveva spiegato che ci sarebbe stato un problema politico solo in caso di superamento della soglia del 50%; attendiamo sue nuove.

Tra gli sconfitti anche il polo RaiSet e alcuni dei più accreditati opinionisti che avevano rigorosamente previsto la vittoria del Sì. Chiederanno scusa?

Cosa dirà Marina Berlusconi, che dopo aver esortato ad abbassare i toni ha finto di non vedere le fucilate sparate dalle reti di famiglia?

Cosa diranno da Telemeloni dopo aver scientemente delegittimato il servizio pubblico?

Dopo Garlasco e le case nel bosco, ci parleranno dei Del Mastro?

Che dire dell’Autorità di garanzia delle comunicazioni, che non è riuscita neppure a imporre le misure di riequilibrio da loro decise?

Le elezioni sono state vinte, nonostante i tentativi di broglio politico e mediatico.

Le opposizioni, politiche e sociali, non si illudano: questi brogli saranno sempre più forti.

Questo è il momento per alzare la voce, a cominciare da un’iniziativa davanti alla sede della vigilanza, per porre fine all’ostruzionismo di maggioranza che ha scelto di imbavagliare la commissione di indirizzo, per impedire alla presidente, espressa dalle opposizioni, di svolgere il proprio ruolo.

Se non bastasse, sarà il caso di occupare l’aula: l’impegno per il ripristino della legalità e della Costituzione deve ripartire dal No agli abusi, ai bavagli, alle prepotenze.

(Pubblicato su Il Fatto Quotidiano)


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