Giornalismo sotto attacco in Italia

Italiani contrari alla riforma sulla giustizia del Governo Meloni. Grande partecipazione al voto

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Il dato più importante del referendum costituzionale resta l’alta partecipazione degli italiani la cui maggioranza è  contraria alla riforma sulla giustizia voluta dal Governo guidato da Giorgia Meloni.  Viene sfiorato il 59% di affluenza. Non si tratta di un record, ma è il segnale di una grande attenzione per le questioni che riguardano i temi costituzionali. Il Nord traina e il Sud non brilla, ma offre reazioni meno nette di disaffezione politica. Le punte più alte, intorno al 65%, giungono dalle tradizionali roccaforti del centrosinistra:  Emilia Romagna, Toscana (record nel Paese, al 66%), Umbria tra il 62 e il 63,  il Nord produttivo (Piemonte, Lombardia e Veneto) più incline al centrodestra. Le principali regioni del Sud non superano il 55%, con il record negativo della Sicilia sotto al 48%.
Chi ha vinto e chi ha perso.
Il fronte del sì era partito con circa 20 punti in avanti nei sondaggi, poi man mano che sono passati i mesi di questa battaglia referendaria, il centrodestra ha commesso numerosi errori, alcuni imperdonabili. In primis le battute infelici, del ministro Guardasigilli Carlo Nordio che ha paragonato il Csm, la massima istituzione di auto controllo della magistratura, un organismo paramafioso, e ha evocato il ritorno delle Brigate Rosse. Poi il capo di Gabinetto del ministero di Grazia e Giustizia Bartolozzi ha definito i magistrati dei plotoni di esecuzione. La campagna guidata da Alessandro Sallusti è poi risultata poco incisiva. Sul finale è arrivato il caso del sottosegretario Delmastro che ha avviato una partnership commerciale con un condannato in via definitiva affiliato al clan camorrista Senese. Non è servito il protagonismo della premier Giorgia Meloni che nelle ultime settimane è entrata in scena nella battaglia, dopo essere rimasta fuori dall’agone mediatico. Il centrosinistra e il fronte del no hanno mobilitato  tutto il loro elettorato, e forse anche quelli che non lo avevano votato in passato. La vera sorpresa sta nel popolo dei giovani e giovanissimi che si sono impegnati, specie sui social, per il no. Governo e maggioranza dovranno riflettere se è servito trascinare l’Italia in una contrapposizione inutile, e se ci sarà modo di risolvere i problemi reali del paese come lavoro, sanità, costo della vita.

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