Giornalismo sotto attacco in Italia

La Costituzione ha vinto ancora una volta    

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NO NO NO a nessuno è consentito contraffare la Costituzione, nemmeno al governo e alla sua maggioranza senza il sostegno della volontà popolare. E ancor di più quando si affrontano questioni fondamentali come i controlli reciproci tra i poteri dello Stato. Questa la decisione degli elettori che hanno rispedito al mittente il referendum confermativo voluto dal ministro Nordio e dalla presidente del consiglio Meloni sulla loro proposta di nuova organizzazione e sul diverso funzionamento della magistratura.

Il NO ha vinto nonostante la martellante propaganda per il SI’ svolta dalla Meloni con sollecite sponde in Rai, Mediaset, trasmissioni di intrattenimento, talk show in totale violazione delle norme esistenti sulla par condicio in occasione di appuntamenti elettorali.

Il ritorno alle urne degli elettori è stato dettato dalla comprensione del valore assoluto della Carta Costituzionale che andrebbe completamente applicata piuttosto che aggirata. Percentuali di partecipazione che da anni non si vedevano e che danno maggior valore al NO.

Gli incontri, le manifestazioni, tante diverse iniziative volute da 180 costituzionalisti, associazioni culturali e politiche come noi di Articolo 21 sono riusciti a riproporre uno spirito di partecipazione dei cittadini dei quali si era persa traccia.

Un segnale che dà speranza in vista delle prossime scadenze elettorali, dopo quattro anni del governo di estrema destra che ha devastato il welfare, finanziato l’industria bellica, stretto alleanze con gente come Trump o Netanyahu, ridotto il Parlamento ad una farsa di rappresentanza, favorita la fuga di criminali come Almasri, mantenuti al loro posto ministri e vice inquisiti per reati gravi.

Ma ad una sola, vera condizione: che si riproponga lo spirito di forte unità e collaborazione che ha caratterizzato i mesi che hanno preceduto le date nelle quali si è svolto il referendum. Basti ricordare le 550mila firme raccolte in poche settimane per far modificare sulla scheda il quesito referendario, la grande rimonta rispetto al netto distacco tra il SI’ e il NO degli inizi, le tantissime assemblee svolte con giuristi, intellettuali, giornalisti, le presenze interessate e coinvolte dei cittadini.

Altro che divisioni per parrocchie. Il risultato è quello che raccogliamo oggi. Non disperdiamolo con egoismi di appartenenza.


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