Giornalismo sotto attacco in Italia

Le reazioni scomposte a sentenze sgradite

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Basta una sentenza non gradita (es. risarcimento per fermo illegittimo di una nave), che subito i rappresentanti più pittoreschi della maggioranza si sgolano per denunciare l’invasione di ‘’certa magistratura politicizzata’’ nel proprio ambito. In realtà, avviene il contrario. Sono i politici – così facendo – che invadono il campo della giustizia. E, si badi bene, non criticando l’oggetto (la sentenza), ma il soggetto (il giudice); non con argomentazioni giuridiche (motivazione di diritto), ma con denigrazioni personali (insulto diretto).

Il Potere Esecutivo (Governo) dilaga e non si ferma. Già ha già schiacciato il Potere Legislativo (Parlamento) a forza di decreti legge, che le aule devono solo confermare. Ora si appresta a finire il lavoro di accentramento, attaccando il Potere Giudiziario (Magistratura). La ciliegina sarà il Premierato. Se passa anche questo scempio, il Capo del Governo sarà eletto direttamente dal popolo. Così, per aizzarlo potrà affacciarsi ancora di più dal balcone (video), senza perdere troppo tempo con i fastidiosi contrappesi della divisione dei Poteri. Voto NO per fermare il potere che si concentra. Che, come un mulinello che converge la sua potenza in un solo punto, annega la democrazia.


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