Si è svolta ieri presso il BiPop di Sferracavallo la prima iniziativa pubblica del neonato Comitato orvietano per il No al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. L’incontro ha registrato una partecipazione attenta e interessata, a conferma della necessità di un confronto pubblico approfondito sui contenuti e sulle conseguenze della riforma.
Ospiti della serata sono stati il professor Mario Volpi, costituzionalista, e il giornalista Vincenzo Vita, che hanno offerto una approfondita analisi della riforma, evidenziando le principali criticità.
Nel suo intervento, il professor Volpi ha sottolineato come la riforma rischi di alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato, indebolendo l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. In particolare, è stato evidenziato il pericolo di una maggiore esposizione della funzione giudiziaria a condizionamenti politici, in contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione. Volpi ha inoltre criticato le modalità con cui la legge è stata approvata in Parlamento, segnalando un percorso accelerato che ha limitato il confronto democratico. È stato inoltre richiamato il tema del diniego del diritto di voto ai cittadini fuori sede, considerato un grave vulnus alla partecipazione democratica in occasione di una consultazione referendaria di rilievo costituzionale. Infine, Volpi ha ribadito il carattere parziale e non sistemico della riforma, che interviene sulla Carta costituzionale senza affrontare i reali problemi di funzionamento della giustizia, demandabili invece a riforme ordinarie e a investimenti adeguati.
Vincenzo Vita ha posto l’accento sulle implicazioni democratiche e culturali della riforma, sottolineando il rischio di una riduzione degli spazi di garanzia per i cittadini e di un indebolimento dei contrappesi istituzionali. Secondo Vita, la riforma si inserisce in una narrazione che tende a delegittimare il ruolo della magistratura e a semplificare temi complessi, con effetti negativi sulla qualità della democrazia e sull’informazione pubblica.
Ad aprire i lavori è stata Cristina Croce, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale, che nel suo intervento introduttivo ha richiamato l’attenzione sul pericolo che la riforma finisca per indebolire il principio fondamentale della separazione dei poteri, pilastro dello Stato di diritto, e di conseguenza, la democrazia.
Ampio spazio è stato dedicato al dibattito con il pubblico, che è intervenuto esprimendo apprezzamento per le finalità dell’incontro e condividendo le ragioni del No, sottolineando l’importanza di momenti di informazione e confronto per una scelta consapevole in vista del referendum.
Nel corso della serata è poi arrivata la comunicazione della pronuncia dell’Ufficio Centrale per il Referendum presso la Corte di Cassazione che ha riformulato il quesito referendario includendovi il riferimento agli specifici articoli della Costituzione che verrebbero modificati; cosa che potrebbe determinare anche lo slittamento della data del voto. Elementi che rende ancora più necessario un impegno costante e capillare nell’informazione e nel confronto pubblico.
Il Comitato per il No proseguirà nelle prossime settimane il proprio percorso di informazione e mobilitazione, con l’obiettivo di promuovere una consapevolezza diffusa sui rischi connessi alla riforma e di stimolare un dibattito aperto, informato e partecipato.
