Giacomo Matteotti ci parla ancora. Per il suo coraggio, per la sua umanità, per la sua passione politica e civile, per l’entusiasmo col quale si lanciava in ogni sfida, per la forza d’animo con la quale sfidò il fascismo fino a pagare con la vita il prezzo delle sue idee e, soprattutto, per la frase che pronunciò di fronte ai suoi assassini: “Uccidete me, ma l’idea che è in me non la ucciderete mai”. Aveva ragione: non è morta. E oggi Ottavia Piccolo porta a teatro la sua storia, avvalendosi del bellissimo testo scritto da Stefano Massini e mettendo nell’impresa non solo la sua proverbiale bravura ma anche il suo spirito indomito. E poi tante riflessioni sull’attualità: dallo sciopero di giornaliste e giornalisti per rivendicare il rinnovo del contratto e condizioni di lavoro dignitose alla tragica vicenda di Alberto Trentini, detenuto da oltre un anno in Venezuela, di fatto ostaggio di un governo che viola palesemente il diritto internazionale.
Un’intervista che, come sempre accade con Ottavia, è un’analisi del nostro tempo e delle sue storture, con la speranza che almeno le nuove generazioni sappiano essere migliori.
