Emfa, la grande incompiuta

Le buone ragioni per ottenere una pronuncia della Corte costituzionale sulla legge elettorale prima del voto

0 0

Lunedi 12 ottobre alle ore 13 è convocata alla Camera dei deputati una conferenza stampa per illustrare i ricorsi che partiranno in tutto il paese per arrivare nei tempi più brevi possibili ad un giudizio della Corte costituzionale.

Oggi il Presidente della Corte, Giovanni Amoroso, ha dato una buona notizia ed ha detto che se i giudici solleveranno la questione di costituzionalità, la Corte dimezzerà i tempi per il suo giudizio.

Non rischieremo in questo caso quel che è avvenuto con il Porcellum che siamo andati al voto con una legge elettorale, dichiarata incostituzionale dopo il voto.

I dubbi di costituzionalità che riguardano la nuova legge elettorale sono gravi e numerosi. 160 costituzionalisti avevano espresso forti riserve con un appello che è stato pubblicato in primavera su queste pagine.

Le riserve di costituzionalità sono state ribadite in numerosissime audizioni di costituzionalisti, sia alla Camera che al Senato.

Le preoccupazioni sono dunque estremamente gravi e se ne ha la percezione quando si capisce che questa legge cambia gli equilibri democratici del Paese, altera la forma di governo, senza ricorrere alla revisione costituzionale.

Basta passare in rassegna le principali criticità costituzionali per renderci conto che siamo di fronte ad un attacco alla democrazia.

Procediamo con ordine il primo grave difetto sta nell’indicazione preventiva e obbligatoria del futuro presidente. Questa prescrizione viola la libertà dei partiti di scegliere come presentarsi agli elettori (art.49 Cost.) e le prerogative del Presidente della Repubblica di dare l’incarico di governo (art. 92 della Costituzione. Il secondo gravissimo motivo di incostituzionalità è rappresentato dal premio abnorme di governabilità che viola l’art. 48 della Costituzione e il principio del voto libero e uguale. Non può essere uguale un voto se uno vota una coalizione che magari arriva seconda per un punto rispetto a quella vincente e alla fine si trova in Parlamento con un distacco di oltre 20 punti. Dato l’astensionismo alto, può succedere che con il 25 per cento del corpo elettorale una coalizione si trovi ad avere più del 55 per cento dei voti parlamentari. Voti sufficienti per eleggere non solo il Presidente del Consiglio, ma anche il Presidente della Repubblica e tutti gli organi di garanzia.

E’ così che si realizza con la legge elettorale, che è una legge ordinaria, quel Premierato di fatto, che avrebbe richiesto una revisione costituzionale, con procedura parlamentare rinforzata e successivo referendum popolare. E’ chiaro che siamo di fronte ad un clamoroso aggiramento dell’art. 138 della Costituzione. E’ come utilizzare un regionale al posto del necessario Frecciarossa. E’ difficile che la Corte costituzionale possa rimanere insensibile.

Ha poco senso ricordare che in passato era stato tollerato un premio simile, ma basta ricordare che a quel tempo la Camera aveva 630 componenti al posto di 400 ed i votanti superavano il 70 per cento. Un’altra era geologica.

Resta da accennare rapidamente ad altre gravi ragioni di incostituzionalità.

La disparità di genere che regola le candidature e le preferenze e che viola con ogni evidenza l’art. 51 della Costituzione. La raccolta di un numero abnorme di firme, (più di 400.00) ben superiore al numero necessario per eleggere i parlamentari di Noi moderati (circa 280.000 ). Questa disposizione è liberticida e viola chiaramente l’art. 3 della Costituzione ed il principio di ragionevolezza rispetto alla struttura della soglia ufficiale di accesso delle nuove formazioni politiche.

Purtroppo l’elenco dei vizi non è finito ed è necessario accennare alla creazione di una sola circoscrizione estero, la cosiddetta circoscrizione mondo. Una soluzione di indiscutibile comicità per chi deve fare campagna elettorale, se non fosse decisamente drammatica. Anche in questo caso le norme costituzionali violate sono più di una: gli articoli 3, il 48 e il 51 della Costituzione. Last but not least. Il premio nazionale al Senato viola frontalmente l’art.57 Cost. dato che quell’organo deve essere eletto “su base regionale”.

La conclusione è semplice e al tempo stesso estremamente preoccupante. La nostra Costituzione riesce stravolta nella sua forma di Governo e sono schiacciati alcuni dei fondamentali diritti degli elettori.

Esistono dunque ragioni più che fondate per arrivare ad un rapido giudizio della Consulta. Poco fa Mattarella ha promulgato e non poteva fare diversamente. I ricorsi partiranno prima.

 


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.