“Siamo a un clamoroso capovolgimento delle cose. Da oltre un anno deve essere applicato il regolamento europeo sulla libertà dei media e l’Italia non ha ancora adeguato la governance della Rai alle garanzie europee di indipendenza del servizio pubblico. E cosa fa Fratelli d’Italia? Scrive alla Commissione europea contro Report, facendo finta di dimenticare che l’EMFA nasce proprio per tutelare l’indipendenza dell’informazione e del servizio pubblico dalle interferenze politiche. E le interferenze politiche sono esattamente il problema che abbiamo davanti. Basta ricordare le dichiarazioni dei giorni scorsi di Matteo Salvini e Ignazio La Russa contro Sigfrido Ranucci e sulla sua permanenza alla guida di Report. Un esponente politico può criticare un’inchiesta, contestarne i contenuti, smentire i fatti e, se ritiene di essere stato diffamato, rivolgersi alla magistratura. Non può essere la politica a decidere chi debba condurre una trasmissione, quale programma debba continuare o quali inchieste una redazione debba realizzare”. Lo dichiara Sandro Ruotolo, europarlamentare e responsabile informazione del Pd. “FdI porta come prova della presunta faziosità di Report il fatto che il 43,5 per cento delle 404 inchieste esaminate dall’insediamento del governo Meloni avrebbe riguardato, in forme diverse, FdI e la sua leader. Ma queste cifre, da sole, non dimostrano nulla. Il giornalismo d’inchiesta non è par condicio. Non si misura l’imparzialità con il bilancino, contando quante inchieste riguardano ciascun partito. Chi fa giornalismo d’inchiesta, per sua natura, fa le pulci al potere. E c’è un altro equivoco da chiarire. Report non è un talk show costruito sul conduttore e sul confronto in studio tra maggioranza e opposizione. Report è l’inchiesta: servizi registrati, documenti, testimonianze, immagini, mesi di lavoro di una redazione. È su quei contenuti che si giudica la correttezza giornalistica. L’EMFA non è uno strumento con cui il potere politico può chiedere conto ai giornalisti delle inchieste che fanno. È esattamente il contrario: serve a garantire che i media, e in particolare il servizio pubblico, possano svolgere il proprio lavoro senza indebite pressioni politiche. La politica può essere oggetto dell’inchiesta giornalistica. Non può diventarne il direttore editoriale”.
