Emfa, la grande incompiuta

Di Trapani: dalla segnalazione su Report all’Ue si scoprirà che l’Italia viola l’Emfa

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“Su questa vicenda stiamo assistendo ad un ribaltamento dei ruoli. L’ European Media Freedom Act è un regolamento europeo che vige in tutti i paesi europei, che nasce per garantire al giornalismo autonomia, libertà e indipendenza, quindi serve a tutelare i giornalisti e il diritto ai cittadini di essere informati. Qui abbiamo un partito che è il primo partito di governo, ed è il partito della presidente del Consiglio dei Ministri, che si rivolge all’Europa per chiedere una verifica sul Media Freedom Act rispetto ad un giornalista. È un ribaltamento assoluto del principio del Media Freedom Act. Ma a questo punto che si faccia questa verifica, speriamo che la Commissione europea apra una procedura per verificare il rispetto dell’European Media Freedom Act in Italia. Lo auspico perché a quel punto si verifichera che l’Italia effettivamente non rispetta il Media Freedom Act: e la responsabilità è del governo e della maggioranza parlamentare che non adeguano le leggi italiane a quello che ci chiede l’Europa”. Così Vittorio di Trapani, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi), intervenuto nel programma Gli Inascoltabili in onda su Radio Roma Sound per commentare la segnalazione di REPORT alla Commissione Europea per una presunta violazione della normativa comunitaria. All’articolo 5 dell’Emfa- prosegue Di Trapani- c’è l’autonomia, l’indipendenza del servizio pubblico, ricordiamo che la Rai è nei fatti senza presidente da due anni perché il governo e la maggioranza vogliono imporre un nome e tra un anno il mandato è finito. Si scoprirà che l’Italia viola l’European Media Freedom Act anche all’articolo 4 quello che riguarda la tutela delle fonti. Da oltre un anno sappiamo che tre giornalisti sono stati spiati con Paragon e non sappiamo da chi e perché. Quindi si faccia questa verifica. Io la auspico e andremo fino in fondo. A quel punto vedremo se l’Italia rispetta o no il Media Freedom Act e a causa di chi”.
“Come ha dimostrato il passaggio da Milena Gabanelli a Sigfrido Ranucci- continua Di Trapani- una soluzione si trova sempre, ma vorrei sottolineare che se qualcuno si illude che con la rimozione di Ranucci finalmente verranno tolte le mani di dosso a REPORT, secondo me si sbaglia. E di grosso. C’è un’insofferenza nei confronti di questo programma di approfondimento, che di volta in volta ha fatto le pulci a chi in quel momento governava senza distinzioni di colore, che è poi quello che deve fare il giornalismo. E’ evidente che il giornalismo investigativo si concentra di più su chi in quel momento ha il potere, è la funzione del giornalismo, cane da guardia del potere. Quindi vorrei che fosse chiaro che se anche riuscissero a rimuovere il conduttore Ranucci, Report non avrà vita facile comunque e quello che è accaduto in queste settimane lo dimostra”, conclude Di Trapani.
(Dire)


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