Jeff Bezos ha deciso di licenziare 300 giornalisti del suo Washington Post. In Italia si vendono in una giornata meno di 800mila copie di quotidiani cartacei. Il report 2026 di Human Rights Watch denuncia come l’Italia abbia “adottato un approccio repressivo nel controllo della migrazione”, ha ricordato che “il governo italiano ha reagito con durezza alle raccomandazioni della Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza che chiedeva di condurre uno studio indipendente sulla profilazione razziale tra le forze dell’ordine”. Il Consiglio d’Europa segnala che “la repressione della libertà di espressione attraverso la legge è un problema sempre più grande in Europa”. Nella classifica di Reporter Sans Frontieres 2025 l’Italia slitta di tre punti, dal 46esimo al 49esimo posto, per la persistente minaccia delle organizzazioni mafiose contro i giornalisti e per i tentativi della classe politica di ostacolare la libera informazione attraverso leggi-bavaglio e il mancato recepimento delle direttive anti-SLAPP. Ah dimenticavo: c’è poi una polemica tutta politicista sui finanziamenti dell’Ordine dei Giornalisti ad Articolo 21. L’iceberg sta per distruggere il Titanic ma l’orchestrina continua a suonare. Seriamente: ma davvero i parlamentari hanno così tanto tempo da perdere a presentare interrogazioni parlamentari sotto dettatura? Se volessero fare qualcosa di utile per la libertà d’espressione, per il giornalismo, per la crisi dell’editoria qui sopra ci sono alcuni spunti.
