C’è un dato che colpisce dopo la messa in onda della prima puntata 2026 di Report. Non sono le polemiche seguite al nuovo approfondimento di Paolo Mondani sulla “pista nera” per la strage di Capaci.
Siamo abituati al fuoco di sbarramento di Gasparri e soci, ai tentativi di bloccare la trasmissione, alle minacce di azioni legali, al rifiuto di ogni confronto sui contenuti dell’inchiesta.
Quel che invece fa rumore, a mio avviso, è un silenzio: il silenzio che ha accompagnato il servizio sugli sviluppi giudiziari della vicenda Eternit e suii retroscena della decisione presa dalla Corte di Cassazione. Report afferma almeno due cose di enorme rilievo: che per garantire un trattamento giudiziario di favore al proprietario di Eternit, l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, si mossero figure di rilievo di uno Stato estero, Israele, come un ex premier e un ex agente del Mossad; che questa iniziativa seppe influenzare la decisione del nostro più alto livello giudiziario. C’era da attendersi una sfilza di proteste, smentite, interventi di ambasciata. Nulla di tutto questo. Un totale silenzio, rotto soltanto dal dolore e dall’amarezza delle famiglie dei morti per amianto e delle istituzioni locali, impegnate da anni in una battaglia giudiziaria che oggi sanno essere stata truccata.
Un grande grazie a Report, per avere dato una volta di più la dimostrazione di quanto sia prezioso per la società il giornalismo di inchiesta. E insieme una memoria piena di affetto che il servizio di domenica ha ravvivato: perché della vicenda Eternit si occupò per anni Santo Della Volpe, con una competenza e una tenacia della quale gli è ancora grata la popolazione di Casale Monferrato, oltre che le giornaliste e i giornalisti del servizio pubblico. L’informazione d’inchiesta Rai sa ancora farsi valere. Dunque viva Report, Santo è vivo!
